Spagna: Puigdemont è eurodeputato

Pubblicato il 20 dicembre 2019 alle 12:41 in Europa Spagna

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L’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, e l’ex assessore Toni Comín hanno ritirato questo venerdì 20 dicembre i loro accrediti provvisori come deputati europei. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE di Lussemburgo sul caso dell’ex vicepresidente catalano Junqueras, che prevede che la condizione di eurodeputato è acquisita dopo la proclamazione da parte della Commissione elettorale centrale senza ulteriori formalità obbligatorie, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha deciso di sospendere il divieto imposto ai due politici catalani e ha commissionato ai servizi legali una relazione sulla procedura per conformarsi alla sentenza del caso Junqueras.

Puigdemont e Comín hanno raggiunto il Parlamento europeo alle 11.40, poco prima che i servizi amministrativi chiudessero per le feste fino a gennaio. Dopo aver ottenuto l’accreditamento provvisorio, saranno soggetti a un processo di verifica che si svolgerà a gennaio 2020. “La giustizia europea afferma che siamo deputati dal luglio scorso. Ogni minuto conta, perché i diritti fondamentali vengono violati” – ha affermato Puigdemont.

A seguito della sentenza emessa giovedì 19 dicembre, la Corte di Lussemburgo ha deciso di annullare l’ordine che ha impedito ai due leader indipendentisti di occupare il loro seggio nella sessione plenaria costitutiva del 2 luglio, rifiutando di adottare misure precauzionali contro la decisione del Parlamento di non riconoscerli come eurodeputati a pieno titolo.

Gonzalo Boye, uno degli avvocati di Carles Puigdemont e di altri leader indipendentisti, ha raccomandato questo venerdì “prudenza” al presidente catalano e gli ha consigliato non tornare in Spagna nonostante la sentenza della Corte europea che ha stabilito che  Oriol Junqueras, godeva dell’immunità parlamentare come Europarlamentare sin dal 13 giugno, quando furono proclamati i risultati delle elezioni del Parlamento europeo. Puigdemont, fuggito in Belgio nell’ottobre 2017, partecipò anche alle elezioni europee e non poté prendere possesso del seggio perché non si recò in Spagna per soddisfare il requisito di giurare sulla Costituzione.

La sentenza europea su Junqueras ha aperto le porte dell’immunità parlamentare all’ex-presidente , che in teoria gli avrebbe consentito di spostarsi in tutta Europa, compresa la Spagna. Nonostante ciò, il suo avvocato gli consiglia di non entrare in Spagna per  il timore che possa essere arrestato. “Visto ciò che è successo con Junqueras, penso che sia poco prudente affidarsi al rispetto dell’immunità che la Corte Suprema potrebbe avere” – ha detto Boye in un’intervista a Radio Euskadi.

La giustizia europea ha annullato questo venerdì l’ordinanza della sezione del tribunale comunitario che decide in merito alle decisioni delle istituzioni europee che ha impedito a Carles Puigdemont e Toni Comín di assumere l’incarico di deputati al Parlamento europeo il 2 luglio corso. La vicepresidente della Corte di giustizia dell’UE, la spagnola Rosario Silva de Lapuerta, ha annullato l’ordinanza di sospensione emessa dal presidente del Tribunale e ha chiesto che fosse riesaminata. Silva de Lapierta sostiene che per concedere misure precauzionali devono essere concordi due fattori: che siano urgenti e che siano giustificate. Ricorda inoltre che la “composizione” del Parlamento deve essere “fedele” a ciò che è stato il voto dai cittadini attraverso il “suffragio universale diretto” e, in linea con la sentenza di ieri, afferma che “non può essere escluso a prima vista” che i risultati proclamati dalla Commissione elettorale centrale il 13 giugno sono i “risultati proclamati ufficialmente”.

Il magistrato afferma nel suo ordine che “non si può escludere” che il principio di “suffragio universale, diretto, libero e segreto” implichi che “qualsiasi successiva formalità” imposta dalla legge nazionale non faccia parte del processo elettorale. In altre parole, la formalità di giurare sulla Costituzione non è necessaria per insediarsi come Eurodeputati. Aggiunge inoltre che, in ogni caso, si tratta di un “dibattito da approfondire” che non può essere svolto dal giudice che esamina le misure precauzionali. Silva de Lapuerta nella sua decisione conclude che il presidente del Tribunale ha sbagliato a negare che l’adozione di precauzioni fosse giustificata e ricorda che l’ordinanza impugnata è stata eseguita senza consultare il Parlamento europeo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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