Siria: intensificata l’offensiva contro Idlib

Pubblicato il 20 dicembre 2019 alle 11:52 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze del regime siriano, nella mattina di venerdì 20 dicembre, hanno ripreso a bombardare la città di Maarat al-Numan, situata a circa 33 km a Sud di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

Secondo quanto riferito da fonti locali, le operazioni hanno visto l’impiego di artiglieria pesante e lanciarazzi, e hanno preso di mira soprattutto le vie d’ingresso e di uscita della città oltre che alcune strade della periferia. Continua a salire il bilancio delle vittime provocate da tali attacchi e, con esse, il numero di sfollati. In particolare, l’ultimo attacco verificatosi a Maarat al-Numan ha provocato la morte di almeno un civile e decine di feriti, alcuni in condizioni critiche.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il 20 dicembre, nelle ultime 24 ore le forze del regime, coadiuvate da Mosca, hanno condotto diversi attacchi contro le aree orientali e Sud-orientali di Idlib. Secondo quanto riferito, questi ammontano a circa 462, di cui 100 aerei e 360 via terra, causando la morte di almeno 72 civili. Tra le vittime, le file dei ribelli hanno perso 38 loro membri mentre i morti tra le forze del regime e le altre ad esse affiliate ammontano a 23. A detta dell’Osservatorio, il numero delle vittime è destinato ad aumentare, visti i numerosi feriti attualmente in gravi condizioni e il perpetuarsi degli attacchi.

Secondo quanto riferito dal Syria Response Coordinators Team, dal 1° novembre scorso al 17 dicembre sono state sfollate più di 19.898 famiglie, pari a circa 109.408 individui. Un aggiornamento del 20 dicembre, riporta lo sfollamento di 175.477 persone e la morte di 209 civili, tra cui 70 bambini. Pertanto, le organizzazioni locali e internazionali sono state invitate a prendere provvedimenti urgenti al fine di fornire agli sfollati i requisiti necessari, sottolineando come questi necessitino di un luogo sicuro in cui rifugiarsi.

In una dichiarazione, il team ha messo in guardia da una possibile catastrofe umanitaria, che potrebbe colpire la regione in caso di fallimento o rallentamento nell’assistenza ai civili sfollati. In tale quadro, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato esortato a tenere una sessione di emergenza per discutere dell’attuale situazione nella Siria Nord-occidentale, con l’obiettivo di trovare una soluzione e porre fine agli “attacchi terroristici” lanciati dal regime contro i civili.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Gli 8 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

La provincia di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al regime di Assad, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, tale provincia e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib. Sebbene Mosca abbia annunciato una tregua, il 30 agosto, gli attacchi da parte delle forze del regime e quelle russe hanno continuato a colpire i villaggi e le città di Idlib quotidianamente. La Russia ha aumentato la frequenza dei suoi attacchi a sostegno delle forze del regime, riuscendo a prendere il controllo di cinque villaggi.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.