La Repubblica Ceca e le preoccupazioni sull’interferenza di Pechino

Pubblicato il 20 dicembre 2019 alle 17:54 in Cina Repubblica Ceca

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Il ministro degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, Tomas Petricek, ha dichiarato di ritenere necessario che vi sia più trasparenza nei rapporti con Pechino.

È quanto emerso a seguito dell’intervista esclusiva rilasciata a Radio Prague da Petricek, il quale ha commentato i rapporti tra Praga e Pechino, fonte di preoccupazione per via del tentativo della Cine di incrementare la propria influenza nel Paese centroeuropeo.

Ad aver intensificato tali preoccupazioni sono stati i report sull’aumento delle operazioni di spionaggio condotte dalla Cina, la quale, a detta di Radio Prague, tenta di migliorare la propria reputazione e considerazione in Repubblica Ceca.

A supporto di tali preoccupazioni vi è l’episodio che ha coinvolto il rettore della Charles University, al quale è stato recentemente chiesto di dimettersi in seguito alla scoperta del finanziamento di alcune conferenze da parte della Cina.

In tale clima, in risposta alle preoccupazioni degli elettori, il ministro degli Esteri di Praga ha dichiarato di ritenere necessaria una maggiore trasparenza nelle relazioni con la Cina. Così facendo, secondo il ministro, le aziende e le istituzioni di Praga non riceverebbero pressioni da parte di Pechino al fine di promuovere gli interessi della Cina nella regione.

Non sono solo le minacce della Cina a destare preoccupazione nel Paese. Anche la Russia è stata ripetutamente accusata di voler affermare la propria influenza in Repubblica Ceca.

In tale contesto, il Parlamento ceco ha avviato un dibattito in merito all’avvio dei lavori di una commissione speciale, la quale verrebbe incaricata di monitorare l’influenza dei regimi autoritari negli affari interni della Repubblica Ceca. Tale proposta, secondo quanto si apprende, ha ricevuto l’approvazione del ministro degli Esteri di Praga, il quale ha dichiarato di ritenere che tale commissioni possa contribuire a individuare le misure per contenere l’influenza estera.

Le accuse sull’interferenza della Cina negli affari interni di Praga erano state sollevate soprattutto dall’Agenzia per la sicurezza cibernetica del Paese, la NUKIB, la quale, il 17 dicembre 2018,  aveva pubblicato un avviso ufficiale in merito all’uso di programmi o apparecchiature di due aziende cinesi, Huawei e ZTE, e delle loro collegate, a causa delle minacce poste in materia di cybersecurity. Nel fornire le proprie motivazioni, la NUKIB aveva dichiarato che la struttura della Cina prevede che le aziende collaborino nel raggiungimento degli interessi di Pechino, inclusa la partecipazione ad operazioni di intelligence. In tale contesto, aveva allertato la NUKIB, “la Cina promuove attivamente i propri interessi nel territorio della Repubblica Ceca, conducendo anche attività di spionaggio e interferenza”.

Ciò, però, aveva attirato le critiche del presidente ceco, Milos Zeman, promotore di apertura politica verso Mosca e Pechino, il quale aveva raccomandato all’agenzia di focalizzarsi sull’individuazione dei gruppi jihadisti presenti nel Paese.

Lo scorso 17 dicembre, inoltre, il premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis, aveva deciso di licenziare il capo della NUKIB. Il licenziamento di Dusan Navratil giungeva proprio in seguito alla lunga disputa in merito alle potenziali minacce poste in materia di sicurezza cibernetica da parte dei colossi cinesi delle telecomunicazioni Huawei e ZTE.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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