Argentina: il piano economico di Fernández allo studio del parlamento

Pubblicato il 20 dicembre 2019 alle 9:57 in America Latina Argentina

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Alberto Fernández è riuscito a rompere l’ostruzionismo dell’opposizione che avrebbe impedito l’approvazione del suo piano economico per far fronte alla crisi. I deputati federalisti dell’ex candidato presidenziale Roberto Lavagna e Juan Schiaretti, governatore della provincia di Córdoba, gli hanno permesso di raggiungere il quorum per avviare un dibattito sulla maratona alla Camera sul programma di emergenza economica. Il nuovo presidente argentino ha dichiarato di avere i voti necessari per approvare il pacchetto di misure, in cambio ha accettato di sopprimere o moderare i punti più controversi.

L’inizio dell’amministrazione peronista al Congresso non avrebbe potuto essere più difficile. I parlamentari dell’opposizione liberale e radicale si sono rifiutati di entrare nell’emiciclo, cosicché non vi era il quorum e non era possibile far prestare giuramento ai nuovi deputati, che sostituiscono quelli nominati ministri o sottosegretari, né avviare il dibattito. L’aiuto dei moderati di Lavagna e Schiaretti al blocco peronista ha reso vana la manovra dell’opposizione e ha consentito il giuramento dei nuovi deputati, tutti della maggioranza peronista. Il ritiro di un articolo che concedeva alla Casa Rosada pieni poteri in ambito di riforma dello Stato, inammissibile per radicali, liberali e centristi, e l’impegno a negoziare alcuni punti specifici in sezioni come quelle relative alle pensioni o all’aumento della trattenuta alla fonte per le esportazioni agricole, hanno contribuito a calmare gli animi e il dibattito parlamentare è iniziato.

 

Sono stati registrati 130 interventi, rendendo impossibile votare il testo definitivo prima della serata di venerdì 20 dicembre. Luciano Laspina, di Juntos por el Cambio, è stato il primo deputato di opposizione a intervenire ed ha riassunto le posizioni della coalizione macrista. Laspina ha denunciato che, con la scusa della situazione economica, Fernández intende “chiudere il Congresso” e governare senza controllo parlamentare. Sia Laspina che altri parlamentari hanno protestato contro il congelamento per sei mesi delle pensioni, fortemente erose dall’inflazione, e contro la creazione di una tassa del 30% sull’acquisizione di dollari e sull’uso di carte di credito all’estero. “Stanno togliendo la possibilità di viaggiare a coloro che pagano le loro vacanze in dodici rate” – ha detto Laspina.

Luis Contigiani, deputato di Santa Fe, si rammarica che la maggiore pressione fiscale ricada sugli esportatori agricoli, il che danneggerebbe i “piccoli e medi produttori, che non sono né oligarchi né proprietari terrieri”.

Il presidente della Commissione Finanza, Darío Martínez, ha difeso prima della sessione la serie di misure e ha affermato che “l’emergenza non si riflette in un foglio o in un progetto, ma nella spesa e nel portafoglio di ciascun argentino”. Ha ricordato che il debito estero è aumentato del 76% negli ultimi quattro anni, che l’inflazione ha raggiunto il 52%, che la produzione industriale è diminuita dell’11% e che la disoccupazione ha superato la soglia psicologica del 10% circa. Un terzo della popolazione argentina vive in povertà – ha concluso.

Il governo si è detto disposto a negoziare in Aula alcuni dei punti che hanno maggiormente increspato l’opposizione, al fine di garantirsi una tranquilla maggioranza nel voto finale.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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