Il vertice dei Paesi islamici a Kuala Lumpur

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 11:23 in Asia Malesia

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I leader di alcuni dei Paesi a maggioranza musulmana, tra cui l’Iran, si sono riuniti, il 19 dicembre, nella capitale della Malesia per affrontare tematiche come l’islamofobia e la povertà. Tra gli assenti: Arabia Saudita e Pakistan. 

Il primo ministro malese, Mahathir Mohamad, presiederà l’incontro con i capi di Stato. Tra questi sono presenti il presidente iraniano, Hassan Rouhani, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Anche l’emiro dello Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani è atteso. Secondo gli organizzatori, almeno 250 rappresentanti stranieri provenienti da 52 paesi si uniranno al vertice. Questi includono funzionari governativi, intellettuali e i capi di vari settori non governativi. Tra gli assenti figurano l’Indonesia, l’Arabia Saudita e il Pakistan. Il primo ministro pakistano, Imran Khan, ha reso pubblica la notizia della sua assenza il 18 dicembre. Il ministro degli Esteri pakistano ha riferito poi che il Pakistan si è ritirato dal vertice a causa delle preoccupazioni dell’Arabia Saudita, secondo cui l’incontro potrebbe favorire la creazione di un nuovo blocco in grado di competere con l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC). Tale istituzione è formata da 57 Stati membri e la sua sede principale è a Riad, la capitale saudita. 

Il presidente iraniano, invece, ha confermato la sua presenza e ha aggiunto che la sua partecipazione al vertice Kuala Lumpur fa parte di una politica iraniana che vede “un’apertura verso l’Est”, caratterizzata da uno sforzo per perseguire “legami più stretti con i principali Paesi asiatici”. L’Iran è particolarmente preoccupato dalle sanzioni economiche statunitensi, che il premier malese Mahathir ha definito “una violazione del diritto internazionale” e la sua partecipazione al summit ha la funzione di allargare i rapporti diplomatici di Teheran, in funzione anti-statunitense. Samsudin Osman, segretario generale del vertice, ha affermato che l’evento, un’iniziativa di Mahathir, cerca di produrre “risultati” affrontando “la difficile situazione dei musulmani” in tutto il mondo. “Abbiamo bisogno di qualcosa di concreto che i governi possano attuare”, ha aggiunto, sottolineando che l’evento cerca anche di correggere “molte idee sbagliate” sull’Islam come religione. Il summit di Kuala Lumpur durerà 4 giorni. 

Riguardo alle preoccupazioni di alcuni Paesi, in primis l’Arabia Saudita, la Malesia ha negato che il vertice sia destinato a competere con l’OIC. “Il summit, che è alla sua quinta edizione, è un’iniziativa sostenuta dal governo malese e non intende creare un nuovo blocco, come hanno suggerito alcuni dei suoi critici”, ha affermato il premier malese in una nota resa pubblica martedì 17 dicembre. “Inoltre, il vertice non è una piattaforma per discutere di religione o questioni religiose, ma specificamente per affrontare lo stato delle cose della Ummah musulmana”. Il primo ministro malese ha poi aggiunto di aver spiegato la sua posizione al re saudita, Salman bin Abdulaziz al Saud, durante una videoconferenza tenutasi il 17 dicembre. Il ministro degli Esteri pakistano, tuttavia, ha affermato che il ritiro del Pakistan dal vertice dimostra la sua “neutralità” sulla questione. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

 

di Redazione

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