UNICEF: 9 bambini morti o mutilati ogni giorno in Afghanistan

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 12:08 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un nuovo rapporto dell’UNICEF ha rivelato che una media di 9 bambini sono stati uccisi o mutilati ogni giorno in Afghanistan, nei primi 9 mesi del 2019. 

Secondo il rapporto, intitolato “Preservare la speranza in Afghanistan: proteggere i bambini nel conflitto più letale del mondo”, si registra un aumento dell’11% delle vittime rispetto allo stesso periodo del 2018. Nei primi 3 trimestri del 2019, 631 bambini sono stati uccisi e altri 1.830 sono rimasti feriti a causa del conflitto in Afghanistan. Il rapporto sottolinea che questo è in gran parte dovuto a un’ondata di attentati kamikaze e a un aumento degli scontri a terra tra forze pro e antigovernative. 

“Anche per gli standard dell’Afghanistan, il 2019 è stato un anno particolarmente letale per i bambini”, ha dichiarato la direttrice esecutiva dell’UNICEF, Henrietta Fore. “I bambini, le loro famiglie e le comunità in generale subiscono le orribili conseguenze del conflitto, ogni giorno. Quei bambini hanno un disperato bisogno di crescere, andare a scuola, imparare mestieri e costruire un futuro per se stessi. Possiamo, e dobbiamo, fare molto di più per rafforzare il loro straordinario coraggio e le loro capacità di recupero”, ha aggiunto. Tra il 2009 e il 2018, circa 6.500 bambini sono stati uccisi e quasi 15.000 altri feriti, contribuendo a rendere l’Afghanistan la zona di guerra più letale del mondo nel 2018, sempre secondo il rapporto. Oltre all’impatto diretto della violenza, secondo l’UNICEF, la vita dei minori è anche rovinata dagli effetti combinati di catastrofi naturali, povertà e sottosviluppo.

Ulteriori dati del rapporto riferiscono che 3,8 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria, 600.000 bambini di età inferiore ai 5 anni sono gravemente malnutriti e 3,7 milioni in età scolare non seguono alcun percorso d’istruzione. Per le femmine il quadro è ancora peggiore, poichè 1 ragazza su 3 si sposa prima dei 18 anni. Inoltre, il 30% dei minori è impegnato nel lavoro minorile e circa i 400.000 giovani afgani che entrano nel mercato del lavoro ogni anno mancano delle competenze professionali necessarie per trovare lavoro e mezzi di sussistenza. “I giovani afgani devono sapere che le loro prospettive di carriera possono andare oltre l’adesione a un gruppo armato o la fuga dal Paese per tentare la fortuna all’estero”, ha dichiarato Aboubacar Kampo, rappresentante dell’UNICEF in Afghanistan. “Con il giusto sostegno, possono iniziare a liberarsi dal ciclo di violenza e sottosviluppo e creare un futuro migliore per se stessi e per l’Afghanistan”, ha aggiunto. 

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto, al momento il Paese si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i talebani, mentre la seconda riguarda la presenza dell’ISIS sul territorio. Questi ultimi si sono recentemente installati nel Paese a seguito della fuga da altre regioni mediorientali. I talebani, invece, si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.    

Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, è stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. Intanto, le violenze continuano a scuotere il Paese. L’ultimo episodio si è verificato la mattina del 17 dicembre, quando almeno 10 civili, tra cui 3 bambini e 2 donne, sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia orientale di Khost. Secondo il Ministero dell’Interno afghano, l’ordigno era stato posizionato dai talebani. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.