Rappresentanti della Cina e degli USA discutono della Corea del Nord

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 17:20 in Cina Corea del Nord USA e Canada

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Il vice ministro degli Esteri cinese, Luo Zhaohui, ha incontrato l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Stephen Biegun, a Pechino, il 19 dicembre.

I due rappresentanti si sono confrontati sul tema della denuclearizzazione della penisola coreana. Il Ministero degli Esteri cinese ha lanciato un appello affinché gli Stati Uniti e la Corea del Nord trovino una soluzione efficace per risolvere i propri disaccordi e riprendere i colloqui sul nucleare, il prima possibile. Biegun è arrivato nella capitale cinese dopo aver tenuto colloqui con funzionari della Corea del Sud e del Giappone questa settimana. L’incontro arriva a seguito di una proposta di allentare alcune delle sanzioni contro Pyongyan, presentata dalla Cina e dalla Russia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il 16 dicembre. Tale progetto di risoluzione suggerisce alle Nazioni Unite di revocare il divieto all’esportazione della Corea del Nord per alcuni beni, tra cui le statue, i frutti di mare e i tessuti. Inoltre, Mosca e Pechino suggeriscono di annullare la revoca permessi per lavorare all’estero alla popolazione nordcoreana. Tale misura sarebbe mirata ad incoraggiare il dialogo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, secondo quanto ha affermato la Russia. 

Tuttavia, un funzionario del Dipartimento di Stato ha respinto la proposta, sostenendo che le Nazioni Unite non dovrebbe prendere in considerazione un “prematuro allentamento delle sanzioni” per il Paese asiatico, poiché questo “minaccia di condurre provocazioni intensificate e rifiuta gli incontri ideati per discutere di denuclearizzazione”. Nell’incontro del 19 dicembre, è possibile che i due rappresentanti aprano un nuovo dialogo su tale questione. Le sanzioni contro la Corea del Nord sono state imposte a seguito di una serie di test missilistici nucleari effettuati da Pyongyang, il 4 e il 28 luglio 2007. Il 3 settembre dello stesso anno, la Corea del Nord aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato che il suo esercito era pronto a lanciare un attacco nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite, incoraggiate dagli Stati Uniti, avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. 

La distensione arrivò anni più tardi, quando Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. Uno storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam in maniera affrettata, senza partecipare ad un pranzo che era stato organizzato dopo gli incontri. La battuta d’arresto indebolì i tentativi del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, di migliorare i rapporti con Pyongyang. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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