La Corte di giustizia UE contro la Spagna: Puigdemont verso l’Europarlamento

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 12:02 in Europa Spagna

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La Corte di giustizia dell’Unione europea  ritiene che l’ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras, condannato a 13 anni di carcere per sedizione e appropriazione indebita nel processo sul referendum indipendentista del 1 ottobre 2017, aveva diritto a insediarsi come deputato al Parlamento europeo e, pertanto, dovrebbe godere di tutte le prerogative che accompagnano tale posizione, compresa l’immunità contenuta nel protocollo che regola il funzionamento dell’Europarlamento . “Una persona eletta al Parlamento europeo acquisisce lo status di membro di tale istituzione dalla proclamazione ufficiale dei risultati e gode o delle immunità associate a tale condizione da quel momento” – si legge nella sentenza emessa dalla Corte con sede a Lussemburgo.

In una sentenza resa pubblica questo giovedì, 19 dicembre, i magistrati hanno appoggiato l’opinione dell’avvocatura generale, resa nota un mese fa, che ha sostenuto che l’acquisizione del mandato parlamentare dei deputati europei “deriva solo dal voto degli elettori e non può essere soggetta a ulteriore rispetto di qualsiasi formalità”. Pertanto, nessuna procedura intermedia, come l’obbligo spagnolo di giurare sulla Costituzione presentandosi dinanzi alla Commissione elettorale, può essere obbligatorio e impedire a un politico eletto di prendere possesso del seggio.

Il leader di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) è in carcere provvisorio dal 2 novembre 2017. Alle elezioni del 26 maggio di quest’anno è stato eletto membro del Parlamento europeo ed è stato quindi proclamato dalla Commissione elettorale centrale il 13 giugno. Il giorno successivo, tuttavia, la Corte suprema ha negato a Junqueras un’autorizzazione straordinaria a prestare giuramento sulla Costituzione ed è stato dichiarato decaduto. Secondo la Corte di giustizia UE non avrebbe dovuto farlo e aveva diritto a insediarsi.

La sentenza di oggi non avrà effetti pratici immediati su Junqueras, ma potrebbe averli su Carles Puigdemont o Toni Comín. La Corte, nella sua decisione, affronta solo le questioni pregiudiziali sollevate dalla Corte suprema sulla situazione di Junqueras a giugno, dopo la proclamazione, e sulla questione vertente sul permesso che avrebbe dovuto ricevere per recarsi a Strasburgo alla sessione costitutiva dell’Europarlamento, all’inizio di luglio. La risposta è stata “sì”. Junqueras, tuttavia, ad oggi ha già una condanna definitiva da parte della Corte suprema e una pena di interdizione dai pubblici uffici in corso. Puigdemont e Comín, che rivendicano il loro atto di deputati europei per le stesse date, al contrario, vedono aprirsi la possibilità di assumere il ruolo di eurodeputati, non essendo state emesse contro di loro condanne definitive.

Il Parlamento europeo, in seguito a quanto pubblicato oggi dalla Corte a Lussemburgo, potrebbe decidere di revocare il blocco delle nomine di Puigdemont e Comín in corso dall’estate. Oppure, se l’opinione dei servizi legali del Parlamento fosse diversa, possono aspettare fino a quando non vi sarà una sentenza sulla causa che entrambi hanno a loro volta dinanzi alla stessa Corte di giustizia UE, attesa per i prossimi mesi.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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