Grecia: nel 2020 previsti 100.000 migranti in arrivo dalla Turchia

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 18:42 in Grecia Immigrazione

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Migranti e richiedenti asilo continuano ad approdare sulle coste delle isole greche e la crisi sembra solo peggiorare. Secondo le stime del governo greco, si prevedono altre 100.000 persone in arrivo dalla Turchia nel 2020.

“La crisi è in corso ed è grave”, ha detto Manos Logothetis, commissario governativo per la migrazione, mercoledì 18 dicembre. Negli ultimi 6 mesi, 45.000 rifugiati sono arrivati sul territorio della Grecia, portando Logothetis a sostenere che la crisi attuale sia ben più grave di quella del 2015, quando il numero di persone in fuga dalla guerra civile in Siria aveva raggiunto il suo culmine. Attualmente, ci sono più di 41.000 persone che sostano nei campi appositamente realizzati sulle isole greche di Lesbos o Samos. Secondo il governo greco, si tratta del numero più alto da quando il patto UE-Turchia sui rifugiati è entrato in vigore, nel 2016.

Durante il 2015, i migranti tendevano a passare attraverso la Grecia per recarsi in altri Paesi dell’UE, ma ora sono in gran parte bloccati nei centri di accoglienza istituiti sulle isole, con scarse possibilità di raggiungere l’entroterra. Dunque, questi campi continuano a riempirsi e diventano sempre più affollati. Nell’aprile 2019, c’erano circa 14.000 migranti stanziati sulle isole e le agenzie umanitarie continuano a sottolineare che la situazione è drastica. Per alleviare la crisi, Logothesis ha annunciato che il governo greco intende trasportare 10.000 richiedenti asilo in Turchia. Tuttavia, per farlo il Paese avrà bisogno di 270 revisori di casi di asilo. È poi prevista la costruzione di nuovi centri di arrivo su ciascuna delle cinque isole su cui la maggior parte dei migranti approda dopo aver attraversato il Mar Egeo. Il partito attualmente al potere, quello della Nuova Democrazia, predilige un approccio più rigido rispetto al tema degli arrivi dei migranti, concentrandosi sui trasferimenti e su decisioni più rapide sulle domande di asilo.

Il 7 dicembre, il direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, ha incontrato ad Atene il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il ministro degli Affari Esteri, Nikos Dendias. In tale occasione, i tre hanno discusso a lungo sulle strategie migliori per affrontare l’attuale crisi migratoria. Secondo il rappresentante dell’IOM, le significative pressioni che sta subendo la Grecia dovrebbero spingere i Paesi dell’Unione europea a fornire maggiore supporto politico ed economico. Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale ha dunque sottolineato l’importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. “Siamo convinti che i pericoli e le pressioni dell’immigrazione irregolare, facilitata da reti pervasive di contrabbando, possano essere alleviate solo migliorando e aumentando i canali per la migrazione ordinata e legale, come il reinsediamento e percorsi complementari, incluso il meccanismo di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri dell’UE”, ha affermato Vitorino.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 26 novembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 113.036, di cui 92.775 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.159, di cui 740 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 348 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 71 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 27 novembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 55.571 migranti, ovvero 26.154 in più dello stesso periodo dello scorso anno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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