Evo Morales in Argentina: tensioni tra Buenos Aires e La Paz

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 6:30 in Argentina Bolivia

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Il governo ad interim della Bolivia, attraverso il ministro della Presidenza Yerko Núñez, ha criticato l’Argentina per “favorire” l’ex presidente Evo Morales, che dalla scorsa settimana si trova nel paese australe con lo status di rifugiato politico. Inoltre, ha anticipato che l’amministrazione di Jeanine Áñez prevede di formalizzare queste denunce dinanzi alle organizzazioni internazionali.

“Ciò che è chiaro è che nel nostro paese c’è stata una frode, c’è stata una sedizione e ci sono stati atti di terrorismo. E ci dispiace che altri paesi stiano dando appoggio a ciò che di male è accaduto nel nostro paese e stanno dando sostegno a una persona che ha chiaramente commesso brogli elettori in Bolivia, fomentato sedizione e terrorismo” – ha detto Núñez in una conferenza stampa.

Il ministro boliviano ha aggiunto: “Ci sono trattati internazionali e sarà sicuramente il Ministero degli Esteri a dover presentare queste denunce anche perché non può essere possibile che vi siano convenzioni internazionali e che un paese lasci che una persona provochi di nuovo episodi di sedizione e atti di terrorismo a causa di una frode avvenuta nel nostro Paese”.

Le dichiarazioni di Núñez sono arrivate in risposta ad altre dichiarazioni del capo del gabinetto argentino, Santiago Cafiero. In un’intervista al quotidiano La Nación, e in contrasto con altre dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri Felipe Solá all’arrivo di Morales in Argentina, Cafiero ha affermato che l’ex capo di stato boliviano “ha la libertà di dichiarare, pensare e dire ciò che vuole”. “Il rifugiato ha gli stessi diritti di un cittadino argentino. Non limiteremo le sue libertà” – ha aggiunto.

Evo Morales si è espresso pubblicamente in diverse occasioni dal suo arrivo in Argentina. Lo ha fatto ripetutamente attraverso il suo account Twitter sotto forma di domande alla presidente ad interim Jeanine Áñez, ai leader dell’opposizione Fernando Camacho e Carlos Mesa e all’Organizzazione degli Stati Americani.

Morales si è incontrato domenica scorsa nella residenza presidenziale di Olivos con il presidente Alberto Fernández. Il leader indigenista ha ringraziato il presidente argentino per avergli permesso di rimanere a Buenos Aires. Hanno anche parlato della situazione boliviana, dove presto si terranno nuove elezioni e della famiglia dello stesso Morales, i suoi figli sono da tre settimane in Argentina.

Da Olivos e da fonti vicine a Morales hanno confermato il quotidiano argentino Infobae che l’ex capo dello stato boliviano prevede di dirigere la campagna del suo partito, il Movimento per il Socialismo (MAS), per le nuove elezioni boliviane dall’esilio argentino, in cui non sarà in grado di essere un candidato.

Durante il suo soggiorno nel paese, Morales ha in programma di incontrare i leader del suo partito e, presumibilmente, di collaborare con la situazione della sua terra natale dal nord dell’Argentina, il punto più vicino al confine boliviano.

Il governo boliviano, da parte sua, ha tradotto le sue critiche in azioni legali. La presidente ad interim Áñez ha annunciato un imminente mandato di arresto contro Morales. In un dialogo con la stampa, ha indicato che “nei prossimi giorni verrà emesso un mandato di arresto perché abbiamo presentato le relative denunce” e ha dichiarato Morales “non ha mai rispettato nulla, nemmeno la Costituzione stessa”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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