Camerun: riconoscimento dello status speciale alle regioni anglofone

Pubblicato il 19 dicembre 2019 alle 15:28 in Africa Camerun

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In Camerun, i membri della Camera hanno adottato, mercoledì 18 dicembre, un progetto di legge sul decentramento amministrativo che garantisce uno status speciale alle due regioni anglofone del Paese, da anni in conflitto con le forze governative. È quanto ha reso noto il quotidiano Africanews citando la notizia rilasciata da una stazione radio locale. La fonte ha spiegato che se la legge verrà approvata dal Senato e promulgata, le regioni potranno sviluppare politiche pubbliche autonome nei settori dell’istruzione e della giustizia. Lo status speciale è stato il principale provvedimento concordato già durante il Grand National Dialogue, convocato dal presidente Paul Biya all’inizio di ottobre con l’obiettivo di porre fine alla crisi nel Paese che, ad oggi, ha causato la morte di circa 3.000 persone. In un momento in cui venivano sollevate diverse critiche sul fatto che si fosse dato un limitato seguito legislativo a questa importante occasione di dialogo, l’Assemblea nazionale ha deciso di riunirsi in sessione straordinaria per esaminare finalmente il disegno di legge. Oltre all’istituzione dello status speciale, il presidente Biya ha promesso altresì la scarcerazione di 333 militanti separatisti.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente. La crisi è iniziata in maniera dirompente nel novembre 2016, quando le milizie separatiste delle regioni nord e sudoccidentali del Paese hanno cominciato a scontrarsi con l’esercito camerunense per la costituzione di uno Stato autonomo con il nome di Ambazonia. 

Dopo oltre due anni di conflitto e sotto la pressione della comunità internazionale, il governo di Yaoundé ha deciso, alla fine di settembre, di organizzare un dialogo nazionale per risolvere la crisi. L’adozione alla Camera del progetto di legge sullo status speciale ha costretto i leader indipendentisti a boicottare l’incontro, ritenuto inadeguato e incapace di soddisfare le reali esigenze della popolazione anglofona. La proposta risulta lontana sia dalle aspirazioni dei più moderati, che puntano al federalismo, sia da quelle degli indipendentisti armati. Tuttavia, ha suscitato in molti la speranza di riuscire a fare un passo in avanti per risolvere la crisi dopo circa due anni di disimpegno. Molte organizzazioni non governative continuano però a sottolineare che i combattimenti nel Paese non sono cessati e che le violenze contro i civili sono ancora diffuse. Nel febbraio 2020 si terranno nuove elezioni parlamentari, ma i due maggiori partiti delle opposizioni hanno già annunciato l’intenzione di boicottare il voto ritenuto irrealistico dopo che nel Paese continuano ancora ad esserci morti e scontri.

Nel 2016, in Camerun si verificarono alcuni movimenti pacifici di protesta, guidati da insegnanti e avvocati, contro l’emarginazione della minoranza anglofona attuata da parte del governo del Paese, a maggioranza francofona. Tuttavia, tali manifestazioni si sono trasformate in conflitti armati, che sono stati aggressivamente repressi dalle forze governative. Da quando le regioni anglofone, situate a Nord-Ovest e Sud-Ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Migliaia di camerunensi sono fuggiti dal Paese, rifugiandosi nella vicina Nigeria. Gli Stati Uniti e i gruppi per i diritti umani hanno accusato il governo di Yaoundè di aver raso al suolo interi villaggi e di aver perpetrato uccisioni mirate nelle regioni anglofone del Paese, ma le autorità hanno sempre negato.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, la questione è ancora lontana dall’essere effettivamente risolta.

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Chiara Gentili

di Redazione

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