Siria: Idlib nella morsa del regime e di Mosca

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 9:10 in Medio Oriente Siria

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Aumenta il numero delle vittime provocate dagli attacchi aerei condotti, il 17 dicembre, dalle forze del regime siriano coadiuvate da Mosca, nell’area rurale settentrionale di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

In particolare, secondo quanto confermato dalla Difesa civile siriana, bombardamenti e attacchi per mezzo di artiglieria pesante hanno causato 26 morti civili, tra cui 8 donne e 6 bambini, mentre i feriti ammontano ad almeno 30. Il numero maggiore di vittime è stato registrato nella municipalità di Talmenes, dove sono stati 9 i civili morti, tra cui 3 bambini e 4 donne. Tra le altre cittadine maggiormente colpite vi sono Ma’saran e Badama.

In tale quadro, un uomo è stato ucciso e 4 civili, tra cui un bambino, sono rimasti feriti a seguito di attacchi contro la città, controllata dall’opposizione, di Ma`arat al-Nu`man, nella periferia di Idlib, mentre un’altra persona è stata uccisa nella municipalità di Maar Shamshah, a seguito dei barili esplosivi lanciati dagli elicotteri del regime siriano, secondo quanto riportato dalla difesa civile.

Numerosi sono altresì i siriani sfollati, in fuga dai bombardamenti, diretti verso il confine siro-turco. Secondo quanto riferito dal Syria Response Coordinators Team, dal 1° novembre scorso al 17 dicembre sono state sfollate più di 19.898 famiglie, pari a circa 109.408 individui. Pertanto, le organizzazioni locali e internazionali sono state invitate a prendere provvedimenti urgenti al fine di fornire agli sfollati i requisiti necessari, sottolineando come questi necessitino di un luogo sicuro in cui rifugiarsi.

Nelle settimane precedenti, l’area aveva assistito ad una relativa tregua, caratterizzata da attacchi aerei meno frequenti, e scontri sporadici tra le forze del regime, facenti capo al presidente siriano Bashar al-Assad, ed i ribelli. Tuttavia, già i bombardamenti condotti nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre avevano lasciato presagire un ritorno all’azione da parte delle forze di Assad, coadiuvate da Mosca, e all’inizio di una nuova campagna militare su Idlib.

L’escalation giunge, inoltre, dopo che Mosca, Ankara e Teheran hanno evidenziato, il 10 e 11 dicembre, la necessità di porre una tregua ad Idlib, ed hanno richiesto un aumento degli aiuti umanitari per tutti i siriani. Nel corso della 14esima sessione dei cosiddetti “colloqui di Astana”, è stato altresì espresso il rifiuto verso qualsiasi tentativo di creare “nuove situazioni” di conflitto in Siria, con il pretesto di sconfiggere il terrorismo. Non da ultimo, le parti coinvolte nel conflitto sono state esortate a rispettare tutti gli accordi precedentemente stipulati, tra cui quello di Sochi, del 17 settembre 2018, relativo alla costituzione di una zona smilitarizzata, dall’estensione di circa 15-20 km, in cui i rifugiati siriani possano considerarsi al sicuro.

Sebbene Mosca abbia annunciato una tregua, il 30 agosto, gli attacchi da parte delle forze del regime e quelle russe hanno continuato a colpire i villaggi e le città di Idlib quotidianamente. La Russia ha aumentato la frequenza dei suoi attacchi a sostegno delle forze del regime, riuscendo a prendere il controllo di cinque villaggi. In tale quadro, secondo quanto riportato da al-Araby al-Jadeed il 16 dicembre, un portavoce della presidenza russa, Dimitry Peskov, ha affermato di essere preoccupato in quanto Mosca e Damasco potrebbero non essere in grado di risolvere quella che ha definito “la continua minaccia terroristica” nella regione di Idlib. Secondo quanto riferito, sono ancora numerosi i gruppi di terroristi presenti in tale regione, ma Mosca si sta adoperando per liberare Idlib e garantire la sicurezza delle forze siriane e di quelle russe.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Gli 8 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Bashar al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione