Rep. Centrafricana: ex presidente Francois Bozize tornato in patria

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 13:26 in Africa Repubblica Centrafricana

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Francois Bozize, ex presidente della Repubblica Centrafricana, ha fatto ritorno nel Paese dopo più di 6 anni, quando era stato estromesso dal potere e costretto alla fuga. È quanto ha riferito il suo partito, il Kwa Na Kwa, martedì 17 dicembre, attraverso la dichiarazione del segretario generale Bertin Bea: “Francois Bozize è definitivamente tornato nella capitale della Repubblica Centrafricana. Non sono dicerie ma è tutto vero”.

Parlando in conferenza stampa presso la sede del partito, Bea ha chiarito che il presidente si rivolgerà direttamente ai suoi connazionali nei prossimi giorni. Nel frattempo, il portavoce del governo di Bangui, Maxime-Ange Kazagui, ha respinto la notizia sul ritorno dell’ex leader e ne ha messo in dubbio la veridicità.

Le tensioni nel Paese sono iniziate nel 2013, a seguito di un colpo di Stato delle milizie musulmane Seleka. Questi ultimi hanno deposto il presidente François Bozize, che era salito al potere a sua volta con un colpo di Stato, nel 2003. La presa della capitale, Bangui, da parte dei Seleka, effettuata il 24 marzo 2013, ha scatenato la reazione dei guerriglieri cristiani Anti-balaka, nome che in lingua locale significa “quelli che portano gli amuleti contro i kalashnikov”, avviando così un sanguinoso conflitto civile. Dopo la fuga di Bozize, il leader dei Seleka, Michel Djotodia, si è autoproclamato presidente e il proseguire delle violenze ha provocato, verso la fine del 2013, l’intervento militare della Francia, avallato da un mandato delle Nazioni Unite. La forza di peacekeeping dell’ONU, MINUSCA, è stata dispiegata e, a seguito delle elezioni del 2016, Faustin-Archange Touadéra è stato nominato presidente del Paese, dopo aver ricoperto la carica di primo ministro dal 2008 al 2013. Tuttavia, il governo centrale non avrebbe più recuperato il controllo di alcuni territori, che rimangono in mano alle milizie armate. Nel febbraio 2019, il governo ha fatto il suo ottavo e ultimo tentativo di raggiungere una pace duratura, stipulando un accordo con 14 gruppi ribelli che controllano gran parte del territorio nazionale. Tuttavia, da quel momento, la situazione non è ancora migliorata.

Bozize si trova sotto mandato di cattura internazionale in seguito alle accuse di “crimini contro l’umanità e incitamento al genocidio”. I suoi avvocati e i suoi sostenitori hanno insistentemente lavorato per un suo ritorno in patria.

A seguito dell’indipendenza dalla Francia, avvenuta nel 1960, la Repubblica Centrafricana ha vissuto lunghi anni di instabilità. Nonostante il Paese sia ricco di diamanti, oro e petrolio, rimane uno dei più poveri del globo, con il 4° PIL pro capite più basso al mondo. La sua economia ha subito una grave crisi nel 2012, durante il quale la crescita è stata pari al -36%, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale. Secondo il Global Terrorism Index Report del 2018, la Repubblica Centrafricana è il 7° Paese che ha subito maggiormente l’impatto del terrorismo in Africa e il 15° al mondo, con un indice pari a 6,71 su 10. Le fazioni islamiste che si sono formate dallo scioglimento dei Seleka si concentrano nelle regioni centrali del Paese, mentre le milizie anti-balaka controllano alcuni territori nel Nord-Ovest. I combattimenti hanno costretto circa 4.5 milioni di persone ad abbandonare le proprie case, rendendole bisognose di assistenza umanitaria. La missione delle Nazioni Unite, dispiegata nel 2014, conta circa 12.000 unità e fatica a riportare l’ordine e la sicurezza nel Paese, dove il governo ha scarso controllo del proprio territorio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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