Organizzazioni dei diritti umani chiedono a Fernández di fare pressione su Maduro

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 6:30 in Argentina Venezuela

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Un gruppo di 74 organizzazioni per i diritti sociali e umani in Venezuela lunedì ha inviato una lettera al presidente argentino Alberto Fernández chiedendo che il suo paese “continui a partecipare agli sforzi multilaterali” per “stimolare una soluzione democratica, pacifica e costituzionale all’attuale conflitto venezuelano” – dopo la notizia che il presidente Nicolás Maduro aveva inviato a Buenos Aires con l’intenzione di presentare le credenziali davanti al nuovo governo Stella Lugo una miliziana delle milizie paramilitari chaviste.

L’ex presidente argentino Mauricio Macri, il cui mandato si è concluso il 10 dicembre, aveva riconosciuto il governo di Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim in quanto presidente dall’Assemblea nazionale, in contrasto con il governo di Maduro, la cui amministrazione è considerata illegittima da oltre 50 paesi, tra cui l’Argentina e le principali potenze regionali. Inoltre, sotto Macri l’Argentina aveva attivamente preso parte al cosiddetto gruppo Lima, un’iniziativa regionale per trovare una soluzione alla crisi venezuelana, che riunisce 12 paesi latinoamericani e il Canada.

Il nuovo governo di Fernández, tuttavia, ha manifestato le sue intenzioni di dare una svolta a questa politica, senza in realtà specificare la portata.

“Le prove suggeriscono che per aprire la strada del negoziato e del dialogo è necessaria la pressione diplomatica internazionale, non solo per gli sforzi dei ministeri stranieri di ciascun paese, ma anche attraverso coalizioni regionali, come il gruppo di Lima, e i meccanismi di dialogo promossi da diversi paesi, come il gruppo di contatto dell’Unione europea” –  indica la lettera inviata da Caracas al nuovo capo dello stato argentino.

“La maggioranza della popolazione nel nostro paese aspira a una soluzione pacifica e negoziata al conflitto, che consenta il ripristino dei diritti di partecipazione politica ed elettorale dei venezuelani alla scelta democratica e sovrana del loro destino. Le prove suggeriscono che è necessaria una pressione diplomatica internazionale per aprire questa strada” – si legge ancora nella missiva.

Le 74 organizzazioni sottolineano l’importanza dell’azione di Buenos Aires negli ultimi anni. “È stato un importante impulso alla democratizzazione del paese la richiesta argentina al Procuratore della Corte penale internazionale l’apertura formale di un’indagine in Venezuela da parte della Commissione di presunti crimini contro l’umanità nel contesto di manifestazioni tra il 2014 e il 2017” – scrivono i mittenti che chiedono inoltre che durante l’amministrazione Fernández “le garanzie di protezione che l’Argentina ha dato ai migranti forzati venezuelani siano estese”.

La missiva si chiude con un riferimento alla storia argentina e al ruolo leader giocato dal paese nella difesa dei diritti umani dopo l’ultima dittatura militare: “Esprimiamo la nostra speranza che durante il suo mandato, l’Argentina manterrà e approfondirà il processo di “Memoria, verità e giustizia”, che è stato precursore nella lotta per porre fine all’impunità delle violazioni dei diritti umani che hanno colpito gli argentini durante l’ultima dittatura militare, e questo è diventato un esempio cui devono ispirarsi tutti i difensori dei diritti umani nella regione latinoamericana”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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