Lago Ciad: terroristi di Boko Haram uccidono 14 pescatori

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 18:44 in Africa Ciad

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Alcuni militanti di Boko Haram hanno ucciso 14 persone in Ciad e ne hanno ferite altre 5 in un attacco avvenuto nella notte di martedì 17 dicembre in un villaggio di pescatori nel Nord-Est del Lago Ciad. È quanto hanno riferito, alcuni funzionari locali, mercoledì 18 dicembre, specificando che 13 persone risultano ancora disperse. “Gli aggressori sono arrivati nella notte e hanno attaccato i pescatori”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters Dimoya Souapebe.

Si ritiene che dietro la realizzazione dell’attentato ci sia il gruppo islamista nigeriano di Boko Haram, attivo dal 2009 in diversi Paesi dell’area. In particolare,  la regione del Lago Ciad, che si estende attraverso Nigeria Niger, Ciad e Camerun, è la roccaforte di una tra le maggiori fazioni di Boko Haram, ovvero lo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP).

Dal 2009 ad oggi, la violenza nella regione ha provocato la morta di almeno 30.000 persone e ha costretto circa 2 milioni di cittadini ad abbandonare le loro case. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di istituire un califfato islamico nel Nord-Est della Nigeria e rovesciare il governo di Abuja, diffondendo il panico in tutto il territorio dell’Africa centro-occidentale. I jihadisti di ISWAP e Boko Haram prendono spesso di mira i soldati e gli avamposti militari, sono soliti colpire i mercati e i luoghi affollati e rapiscono di frequente donne e bambine per costringerle ad arruolarsi. A giugno, le truppe dell’esercito dell’Africa Occidentale hanno ucciso circa 42 sospetti islamisti in una battaglia nei pressi del Lago Ciad, realizzando la più efficace offensiva antiterroristica nell’area degli ultimi 6 mesi.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini.

La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive del gruppo terroristico nigeriano, Boko Haram, che è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione. Il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Ciad al 38esimo posto nella lista dei 163 Paesi di cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica, con un indice pari a 4,7. Il 22 marzo 2019, Boko Haram ha compiuto l’attacco più mortale commesso finora contro le forze di sicurezza del Ciad, uccidendo circa 23 soldati, presso Dangdala, in prossimità del Lago Ciad.

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Chiara Gentili

di Redazione

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