La Russia aumenta la lista delle importazioni vietate dall’Ucraina

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 9:50 in Russia Ucraina

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Il governo russo ha aggiunto altri prodotti al suo elenco di importazioni vietate dall’Ucraina, in risposta alle sanzioni di Kiev contro Mosca.

“Il governo della Federazione russa ordina di approvare le modifiche allegate che sono state introdotte nel decreto del Governo della Federazione russa del 29 dicembre 2018. Questo decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione ufficiale” – si legge nel decreto pubblicato sul sito Web ufficiale di informazione legale russa.

Tra i nuovi prodotti proposti compaiono: glucosio e sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio e fruttosio, maltodestrina e sciroppo di maltodestrina, amido di mais. Sarà inoltre vietato importare caldaie e radiatori elettrici per il riscaldamento centralizzato e le loro componenti.

L’elenco comprende inoltre tubi medici in policloruro di vinile, ventilatori medici, sacche per acqua calda, tornelli e altri articoli medici. Inoltre, è vietata l’esportazione di carta o cartone per il riciclaggio dalla Russia all’Ucraina .

Il 29 dicembre 2018, il governo russo aveva annunciato che stava limitando le importazioni di alcuni prodotti industriali, agro-alimentari e di materie prime dall’Ucraina in risposta alle sue sanzioni e ha pubblicato il decreto corrispondente.

L’elenco inizialmente pubblicato includeva: turbine (tranne le turbine dell’aviazione civile), trasformatori, ghiaia, calcare, mobili e alcune attrezzature, verdure in scatola, pane, cioccolato, vino, dolciumi, pesce.

Nello stesso anno, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altri paesi avevano approvato diversi pacchetti di sanzioni contro la Russia .

Mosca, che ha risposto alle sanzioni con un embargo alle importazioni agroalimentari che hanno colpito particolarmente Spagna, Paesi Bassi, Italia e Grecia, ha ripetutamente sottolineato che la guerra commerciale non fa parte del conflitto in Ucraina e ha difeso il rientro della Crimea nella Federazione come corrispondente al diritto internazionale.

Nello stesso decreto Mosca vara sanzioni contro nove cittadini ucraini, modificando la lista di personalità ucraine sanzionate secondo il decreto del governo russo del 1 novembre scorso.  Nel novembre 2018, il primo ministro russo Dmitrij Medvedev aveva firmato un decreto per l’avvio di misure economiche speciali contro numerosi cittadini ed entità ucraine in risposta alle “azioni ostili” di Kiev nei confronti di Mosca.

Il decreto prevede anche il blocco di risorse finanziarie non monetarie, titoli e beni di persone sanzionate in Russia e proibisce il ritiro di capitali dal loro territorio.

Le relazioni tra Mosca e Kiev sono peggiorate nel 2014, quando a seguito del rovesciamento del presidente filo-russo Janukovič. Nel gennaio di quell’anno la decisione del capo dello stato ucraino di non procedere a una maggiore integrazione con l’Unione Europea provocò manifestazioni di massa a Kiev e nell’Ucraina occidentale, conosciute come “EuroMajdan” dal nome della piazza principale della capitale ucraina dove si riunivano i manifestanti. A seguito delle proteste Janukovič lasciò il paese e si formò un governo filo-occidentale. Mosca definì quello di Kiev un “colpo di stato” e sostenne l’autonomia e la successiva integrazione nella Federazione russa della Crimea nel marzo 2014. Nell’est dell’Ucraina, il Donbass a maggioranza russofona, si sono formate due entità autoproclamate, la Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk, appoggiate dalla Russia.

La Crimea è diventata una Repubblica della Federazione russa nel marzo del 2014, lo stesso giorno Sebastopoli divenne la terza Città federale del paese dopo Mosca e San Pietroburgo, a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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