Italia, rifugiati: portare il progetto dei corridoi umanitari a livello europeo

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 18:32 in Immigrazione Italia

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La viceministra italiana per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, ha parlato oggi, mercoledì 18 dicembre, al Summit globale sui rifugiati in corso a Ginevra. Intervenendo sull’argomento, la Del Re ha chiesto “un’iniziativa internazionale per promuovere il modello italiano dei corridoi umanitari per una politica migratoria di più ampio respiro, in particolare per garantire l’evacuazione dei migranti dalla Libia”. È quando si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano, secondo il quale la viceministra avrebbe invitato tutta la comunità internazionale, soprattutto gli Stati europei, ad aderire al progetto dei corridoi umanitari allargandolo a livello di Unione e coinvolgendo anche la società civile. Il programma si dovrebbe ispirare alle linee d’azione adottate dal governo italiano in materia di politica migratoria e accoglienza dei rifugiati.  “Un’iniziativa comune è necessaria per proseguire nel 2020 le operazioni di evacuazione dei rifugiati dalla Libia, l’Italia non può continuare da sola”, ha dichiarato la Del Re.

Citando le iniziative italiane nel campo delle politiche sui rifugiati, la viceministra ha sottolineato che oltre 800 immigrati sono stati evacuati dalla Libia nel corso dell’ultimo anno e traferiti in Italia. Il nostro Paese, ha dichiarato la Del Re, è l’unico al mondo ad essersi impegnato in questo modo per l’accoglienza dei rifugiati provenienti dal Paese nordafricano. Altre 2.500 persone bisognose di aiuti umanitari sono giunte in Italia da Etiopia, Niger e Giordania. La ministra Del Re ha poi evidenziato che, grazie al progetto dei corridoi umanitari, nel 2020 è prevista l’accoglienza di beneficiari dall’Etiopia e dalla Giordania con borse di studio.

Il primo Summit globale sui rifugiati è iniziato il 16 dicembre a Ginevra e prevede una durata di 3 giorni. Il suo obiettivo è quello di provare a trasformare il mondo in cui la comunità internazionale risponde alle situazioni che coinvolgono gli individui con lo status di rifugiato. Il forum riunisce capi di Stato e di governo, leader delle Nazioni Unite, rappresentati della società civile, organizzazioni internazionali e regionali e molti altri attori, sia pubblici sia privati.

La viceministra Del Re ha già partecipato l’8 ottobre alla presentazione del progetto dei corridoi umanitari europei. Intervenuta in occasione dell’evento, la Del Re ha dichiarato che la creazione di corridoi umanitari europei rappresenta “una sfida per l’Italia”, motivo per cui il governo lavorerà sodo affinché “il programma diventi un meccanismo che rappresenti a pieno i valori europei”. In particolare, l’Italia “crede profondamente nell’UE e la considera il suo referente principale” e lavorerà “insieme agli altri Paesi per raggiungere un consenso a 27” in merito al progetto. L’istituzione di corridoi umanitari rappresenta “un approccio fondamentale” e soprattutto costituisce una “risposta interessante” ai quesiti posti dall’Unione sull’immigrazione.

Il tema dell’istituzione di corridoi umanitari europei era già emerso dalle parole del premier, Giuseppe Conte, il quale aveva dichiarato, il 9 settembre, che “in materia di immigrazione non possiamo più prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione europea. Questa solidarietà finora è stata annunciata, ma non ancora realizzata”. Per tale ragione, Conte aveva reso noto di aver “rappresentato con convinzione questa visione ai principali leader europei”, ai quali era stata menzionata la possibilità di realizzare “azioni lucide e coerenti con il nostro approccio, come ad esempio l’istituzione di corridoi umanitari europei”.

In materia di corridoi umanitari, nel 2017, sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, l’Italia aveva aperto due corridoi umanitari con l’Etiopia e la Libia. Il primo era stato inaugurato il 12 gennaio 2017, con l’obiettivo di favorire l’arrivo degli stranieri bisognosi di protezione internazionale in territorio italiano in modo legale e in condizioni di sicurezza. Il 27 febbraio 2017, un gruppo di 113 migranti di origini eritree, somale e sud sudanesi è giunto all’aeroporto di Fiumicino, mentre il 30 novembre successivo sono arrivati altri 500 profughi partiti dall’Etiopia.

Il secondo corridoio umanitario, con la Libia, è stato invece aperto tra il 22 e il 23 dicembre 2017, in cooperazione tra i Ministeri dell’Interno e degli Esteri, alla Conferenza episcopale italiana (Cei) tramite la Caritas e l’Alto Commissariato per i rifugiati. In quei giorni sono giunti 162 migranti, mentre il 14 febbraio 2018 è giunto il secondo gruppo di rifugiati e richiedenti asilo, formato da 150 stranieri, di cui 73 uomini, 59 donne e 18 minorenni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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