Il Golfo in cerca di alleanze con la NATO

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 12:19 in Kuwait Medio Oriente

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In un momento di sfide e tensioni per il Medio Oriente, il Kuwait ha ospitato un incontro allargato tra rappresentanti della NATO ed i partner del Golfo della Istanbul Cooperation Initiative. Al centro del meeting, il tema sicurezza e la cooperazione tra le diverse parti per preservarla.

L’incontro si è tenuto il 16 dicembre, in occasione del quindicesimo anniversario della creazione del partenariato tra la NATO ed alcuni Paesi della regione del Golfo. Si tratta dell’Iniziativa di Istanbul per la Cooperazione, lanciata nel 2004 sotto l’egida del Kuwait, il cui obiettivo principale è contribuire alla sicurezza a lungo termine sia a livello regionale sia globale, offrendo assistenza reciproca soprattutto in ambito militare. Tra i Paesi membri di tale partenariato, Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti (UAE).

Durante l’incontro, il capo dell’Agenzia di sicurezza nazionale kuwaitiana, lo sceicco Thamer Al-Sabah, ha rivelato che si stanno profondendo sforzi per rafforzare le relazioni tra i Paesi del Golfo e la NATO, con l’obiettivo di affrontare le sfide in materia di sicurezza e con la convinzione che l’organizzazione svolga un ruolo centrale nel garantire la pace e la sicurezza a livello internazionale. Ciò, a detta di al-Sabah, diventa sempre più necessario in un periodo delicato in cui sono numerose le minacce da affrontare legate al terrorismo, alla sicurezza informatica e al contesto militare in senso ampio.

Nell’ambito dei legami di cooperazione, al-Sabah ha poi sottolineato che sono stati 889 i membri addestrati e numerosi i corsi di formazione organizzati presso il centro in Kuwait. Il riferimento è al Centro regionale NATO-ICI, inaugurato nel 2017 e con base nel Paese mediorientale. Le attività che vi si organizzano sono aperte a tutti i Paesi membri dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul e queste riguardano soprattutto formazione militare così come consulenza in ambito di sicurezza.

Dal canto suo, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato che, sin dalla creazione dell’organizzazione internazionale, risalente a circa settanta anni fa, non ci si è mai ritrovati ad affrontare sfide così grandi come quelle attuali. Stoltenberg ha poi affermato che la sicurezza del Golfo è tra gli obiettivi della NATO e, pertanto, si sta cercando di rafforzare sempre di più la cooperazione con i Paesi dell’area, includendo altresì Arabia Saudita e Oman, con il fine di portare stabilità nell’intera regione.

A tal proposito, secondo quanto riferito dal Segretario Generale, sono stati conclusi alcuni accordi relativi a sicurezza marittima, sicurezza energetica, sicurezza informatica, difesa contro minacce chimiche e nucleari, proliferazione delle armi, addestramento militare e gestione di crisi e catastrofi. Stoltenberg ha poi messo in luce come la NATO si sia impegnata anche per prevenire il riemergere dello Stato Islamico in Iraq, sebbene il terrorismo rappresenti tuttora una minaccia. Non da ultimo, è stato espresso apprezzamento anche per il ruolo che il Golfo ha assunto in alcune operazioni guidate dalla NATO, in particolare nella Bosnia-Herzegovina, in Afghanistan e in Kosovo.

Il vicesegretario generale, Mircea Geoana, a margine dell’incontro, ha sottolineato l’importanza strategica assunta dall’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul, la quale rappresenta altresì una piattaforma unica per discutere di questioni di mutuo interesse in materia di sicurezza e ciò, di fronte alla crescente instabilità in Medio Oriente e Nord Africa, è più importante che mai. In tale cornice, il Kuwait è considerato un partner essenziale dell’Iniziativa, data anche la presenza del quartier generale nel Paese. Si tratta della prima sede NATO in uno Stato che non è membro dell’Alleanza Atlantica.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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