Afghanistan: inviato per la pace USA a Kabul

Pubblicato il 18 dicembre 2019 alle 9:06 in Afghanistan USA e Canada

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L’inviato per la pace degli Stati Uniti in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, è a Kabul per discutere con i leader afgani dei colloqui di pace e degli incontri in Pakistan. 

La notizia è stata riferita da Mujiburahman Rahimi, portavoce del governo, il 18 dicembre. Khalilzad ha incontrato il presidente Ashraf Ghani presso il palazzo presidenziale e lo ha informato riguardo ai colloqui tra USA e talebani a Doha, in Qatar, e riguardo a un incontro a Islamabad. Il 14 dicembre, Khalilzad ha visitato il Pakistan e ha incontrato il generale capo dell’esercito pakistano Qamar Javed Bajwa, con cui ha discusso della riconciliazione afghana. In tale occasione, l’inviato USA ha anche incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mahmood Qureshi, che gli ha assicurato che il Pakistan continuerà a “svolgere il ruolo di facilitatore nel processo di pace in Afghanistan”, aggiungendo che la pace nel Paese è un imperativo per la stabilità della regione. Qureshi ha anche ribadito la posizione di Islamabad, secondo cui non esiste una soluzione militare vincente nel conflitto afgano.

Intanto, il 16 dicembre, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha ribadito che il Pentagono sta valutando una riduzione del numero delle truppe statunitensi in Afghanistan, anche  senza un accordo di pace. “Penso, ancora una volta, che oggi la migliore soluzione per l’Afghanistan sia un accordo politico. Ma penso che potremmo scendere a un numero inferiore di soldati con o senza quell’accordo politico “, ha dichiarato Esper. Il segretario alla Difesa ha specificato il suo desiderio di “riportare a casa quelle truppe, in modo che possano riqualificarsi per altre missioni o essere ridistribuito nell’Indo-Pacifico per affrontare la nostra più grande sfida in termini di competizione per il potere, cioè la Cina”. Lo stesso giorno, anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, durante una conferenza stampa a Kabul, ha parlato di una possibile riduzione delle truppe statunitensi e ha dichiarato che una cifra adeguata di soldati in Afghanistan conterebbe circa 8.600 unità. In questo momento gli Stati Uniti mantengono circa 13.000 soldati nel Paese e circa 5.000 di questi sono impiegati in missioni antiterrorismo. Il resto fa parte di un contingente NATO, che ha il compito di addestrare, consigliare e assistere le forze di sicurezza afghane.

Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, è stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. Intanto, le violenze continuano a scuotere il Paese. L’ultimo episodio si è verificato la mattina del 17 dicembre, quando almeno 10 civili, tra cui 3 bambini e 2 donne, sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia orientale di Khost. Secondo il Ministero dell’Interno afghano, l’ordigno era stato posizionato dai talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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