Trattato di Libero Commercio: nuovo scontro tra USA e Messico

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 9:31 in Messico USA e Canada

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Meno di una settimana dopo aver raggiunto l’accordo per lanciare dopo oltre due anni di negoziato il nuovo accordo di libero scambio (TMEC), si apre un nuovo fronte di scontro tra Messico e Stati Uniti. Oggetto del contendere è una norma statunitense che consente ai funzionari di Washington di riesaminare la corretta applicazione delle nuove norme sul lavoro che il partner meridionale si è impegnato ad attuare nell’ambito del Trattato di libero scambio. Il testo, accompagnato persino da un disegno di legge presentato alla Camera dei rappresentanti, ha causato forte rifiuto da parte del governo messicano, che interpreta la misura come un oltraggio alla sovranità nazionale.

Il presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, parlando lunedì durante le sue conferenze stampa quotidiane è stato durissimo nei confronti di Washington, definendo la norma “clandestina” perché “non era nell’accordo per il trattato”. In ogni caso, ha sottolineato che la ratifica finale del TMEC, prevista per la fine di questo 2019 dopo oltre due anni di negoziati, non è in pericolo. Il Messico riconosce che la norma statunitense che ha scatenato la discordia rientra nel pacchetto di leggi secondarie che ogni paese approva come accompagnamento ai trattati internazionali, ma ritiene anche che si tratti di un’imposizione non giustificata e di un’offesa gratuita.

“Questi sono metodi di negoziato Ogni paese cerca di far avanzare i suoi punti. Non siamo stati ingannati perché il trattato è stato rispettato come firmato” – ha dichiarato il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard assumendo la linea conciliante mantenuta durante i negoziati con Washington, non solo sul TMEC, ma anche su questioni come l’immigrazione, i dazi, la lotta al narcotraffico. Tuttavia, al contempo Ebrard ha segnato una linea rossa in relazione alla presenza di ispettori statunitensi in territorio messicano: “Nessun paese può inviare ispettori o delegati di sorta in Messico se il Ministero degli Affari Esteri non li accetta o li autorizza prima”. Il disegno di legge americano stabilisce una supervisione temporanea, ogni sei mesi, della legislazione messicana sul lavoro da parte di cinque “attaché diplomatici” di Washington.

Nel vivo della controversia, i principali negoziatori degli Stati Uniti e del Messico si sono incontrati di nuovo la sera di lunedì. Il segretario USA al Commercio, Robert Lighthizer, ha risposto con una dichiarazione in cui si specifica che la figura dell’attaché è pratica comune nelle relazioni diplomatiche e non si tratta di “ispettori”, senza tuttavia entrare nel tema della polemica con Città del Messico.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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