Russia e Cina propongono di diminuire le sanzioni contro la Corea del Nord

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 11:23 in Asia Corea del Nord

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La Russia e la Cina hanno proposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di allentare le sanzioni contro la Corea del Nord, a condizione che Pyongyang si impegni a rispettare le risoluzioni sulla denuclearizzazione. Gli Stati Uniti hanno definito tale mossa “prematura”.

La proposta è stata presentata il 16 dicembre, in un progetto di risoluzione che ha sorpreso diversi rappresentanti e in cui si suggerisce al Consiglio di Sicurezza di revocare il divieto all’esportazione della Corea del Nord per alcuni beni, tra cui le statue, i frutti di mare e i tessuti. Inoltre, Mosca e Pechino suggeriscono di annullare la revoca permessi per lavorare all’estero alla popolazione nordcoreana. Tale misura mira a incoraggiare il dialogo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, secondo quanto ha affermato la Russia. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha respinto la proposta, sostenendo che le Nazioni Unite non dovrebbe prendere in considerazione un “prematuro allentamento delle sanzioni” per il Paese asiatico, poiché questo “minaccia di condurre provocazioni intensificate e rifiuta gli incontri ideati per discutere di denuclearizzazione”.

Non è ancora chiaro quando, o se, il progetto di risoluzione verrà votato in seno al Consiglio di Sicurezza. Questo organo delle Nazioni Unite è formato da 15 membri e una risoluzione ha bisogno di 9 voti per passare. Inoltre, i membri permanenti, che sono Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina, devono essere d’accordo e non porre il veto. “Non stiamo affrettando le cose”, ha affermato l’ambasciatore russo alle Nazioni, Unite Vassily Nebenzia, aggiungendo che i negoziati con i membri del Consiglio inizieranno il 17 dicembre. Il rappresentante di Mosca ha sottolineato che le sanzioni che hanno proposto di revocare non sono direttamente correlate al programma nucleare della Corea del Nord. “Questa è una questione umanitaria”, ha dichiarato.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

Lo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avvenuto il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale. Inoltre, tali eventi avrebbero indebolito i tentativi del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, di migliorare i rapporti con Pyongyang. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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