Pakistan: condannato a morte l’ex presidente Musharraf

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 13:25 in Asia Pakistan

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Un tribunale speciale del Pakistan ha condannato a morte l’ex presidente pakistano, Pervez Musharraf, con l’accusa di alto tradimento, il 17 dicembre.

“Pervez Musharraf è stato dichiarato colpevole per aver violato l’articolo 6  della Costituzione del Pakistan”, ha affermato un funzionario del governo di Islamabad, Salman Nadeem, commentando la sentenza. Il processo per tradimento contro Musharraf era iniziato nel 2014 ed è relativo a fatti che si sono svolti nel 2007. Il 3 novembre del 2007, il sovrano militare aveva imposto lo stato di emergenza, sospeso la Costituzione e arrestato numerosi leader politici e giudici. La crisi era stata scatenata nel marzo 2007 dal tentativo di Musharraf di rimuovere l’allora giudice della Corte Suprema, Iftikhar Muhammad Chaudhry, una mossa che la Corte aveva successivamente ritenuto illegale. Tali azioni da parte del presidente avevano suscitato proteste diffuse da parte dell’ordine degli avvocati in tutto il Paese, a cui avevano poi aderito alcuni partiti politici. La sentenza ha sorpreso molte persone, in quanto si prevedeva un trattamento di favore per un rappresentante delle forze armate pakistane, una persona particolarmente influente tra i ranghi dell’esercito.  Musharraf, che si trova oggi in esilio auto-imposto a Dubai, ha negato le accuse in passato, ma non ha risposto alla richiesta di commento rispetto alla sentenza del 17 dicembre. 

Musharraf aveva preso il potere in un colpo di Stato militare che si era concluso con la sua salita al potere il 12 ottobre del 1999. L’uomo aveva poi governato il Paese per 9  anni prima di annunciare le dimissioni, il 18 agosto del 2008, a seguito della sconfitta del suo partito politico alle elezioni dello stesso anno. Quando la sua rivale politica, Benazir Bhutto, è stata uccisa in un attentato kamikaze il 27 dicembre 2007, Musharraf era stato accusato di essere il mandante dell’omicidio. Il 19 aprile 2013 è stato arrestato con l’accusa di alto tradimento e il 26 aprile 2013 una corte pakistana lo aveva obbligato agli arresti domiciliari in un processo relativo alla morte di Benazir Bhutto. Il 31 agosto 2017, il tribunale antiterrorismo di Rawalpindi lo aveva condannato per lo stesso omicidio, ma l’uomo si trovava già fuori dal Paese e non è mai stato incarcerato. La corte ha quindi ordinato di sequestrare tutti i suoi beni in Pakistan.

Musharraf è nato a Nuova Delhi nel 1943, quattro anni prima della separazione del Pakistan dal subcontinente indiano. Poco dopo tali eventi, i suoi genitori si trasferirono nella città pakistana meridionale di Karachi, una meta molto ambita per le milioni di persone che desideravano lasciare l’India settentrionale per la nuova nazione musulmana del Pakistan. L’ex presidente è figlio di un diplomatico ed entrò nell’esercito pakistano nel 1964. Come ufficiale Musharraf  aveva vissuto le guerre del Pakistan contro l’India del 1965 e del 1971. Crebbe rapidamente di grado e, nel 1998, fu nominato capo dell’esercito dall’allora primo ministro pakistano, Nawaz Sharif. I potenti militari pakistani hanno governato il Paese per circa la metà dei suoi 72 anni di storia e l’esercito rimane tra le istituzioni più potenti del Pakistan.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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