Naufragio al largo del Marocco: 7 morti e 17 dispersi

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 13:25 in Immigrazione Marocco

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Un gommone con a bordo 94 migranti irregolari di nazionalità sub-sahariana è affondato al largo del Marocco, nei pressi della costa di Nador, lunedì 16 dicembre. La Marina Reale del Marocco ha recuperato al momento 7 corpi e tratto in salvo 70 migranti, ma 17 persone risultano ancora disperse. I sopravvissuti, incluse 10 donne e 1 bambino, si trovano in condizioni di salute precarie. La Guardia costiera ha fornito loro un primo soccorso e li ha poi trasferiti all’ospedale Hassani di Nador. Il Centro di Coordinamento di Salvataggio Marino, situato a Rabat, ha confermato l’incidente riportato dalla linea telefonica di Alarm Phone, un sistema di emergenza ideato per cercare di fornire supporto ai migranti che attraversano il Mediterraneo. Alarm Phone ha contattato sia le autorità marocchine sia quelle spagnole per avvisarle del naufragio. La Marina Reale marocchina, tuttavia, è stata la prima a rispondere all’allarme.

Uno dei più recenti episodi di naufragio al largo delle coste del Marocco si era verificato il 27 novembre, quando 4 migranti erano morti nel tentativo di raggiungere le coste della Spagna a bordo di un gommone. Negli ultimi anni, il Paese ha dovuto affrontare una forte immigrazione irregolare, dovuta all’alto numero di persone che cercano di utilizzarlo come zona di transito prima di raggiungere l’Europa. Stando a dati ufficiali marocchini, nel 2018, le autorità hanno frenato circa 89.000 casi di immigrazione clandestina, inclusi 29.000 tentativi via mare. Il responsabile per l’immigrazione ed il controllo delle frontiere presso il Ministero dell’Interno marocchino, Khalid Zerouali, ha evidenziato che le forze di sicurezza marocchine hanno bloccato più di 40.300 migranti irregolari nella prima metà del 2019. Nel solo mese di agosto, i tentativi di partenza fermati sono stati circa 57.000.

Da gennaio 2019, oltre 15.000 migranti sono arrivati in Spagna via mare, secondo le autorità di Madrid. Molti di loro partono proprio dalla costa settentrionale del Marocco, distante solo poche decine di chilometri dal Sud della Spagna. Le autorità di Rabat chiedono ormai da diverso tempo a Madrid di cooperare nell’affrontare l’enorme fardello posto dalla crisi migratoria.

Di fronte all’aumento dei flussi migratori, nel 2018, l’Unione Europea ha stanziato, per il Marocco, 140 milioni di euro di aiuti, con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione irregolare, smantellare le reti di trafficanti e proteggere i migranti da situazioni di vulnerabilità. Inoltre, il Ministero dell’Interno spagnolo, nel mese di giugno scorso, ha promesso al Marocco lo stanziamento di 26 milioni di euro per sostenere gli sforzi profusi per contrastare il flusso di migranti irregolari diretti in Europa. La Spagna ha altresì fatto da portavoce del Marocco al tavolo delle discussioni in ambito europeo, in cui ha evidenziato come il contributo finanziario dell’Unione non sia sufficiente a contrastare il problema.

Nel 2018, il Marocco è divenuto il punto di partenza principale per i migranti diretti verso l’Europa, superando la Libia, dove il sostegno dell’Unione Europea alle autorità della Guardia Costiera ha portato ad un miglioramento significativo della questione. Il regno maghrebino dista solo 14 km dalla costa spagnola e condivide i propri confini con due enclave poste a Nord, anch’esse spagnole, Ceuta e Melilla. Queste ultime sono circondate da una rete con filo spinato alta 6 metri. Il governo marocchino si sta adoperando per costruire un’ulteriore barriera di 3 metri all’interno del proprio territorio al confine con Ceuta, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio al confine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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