Libia: Di Maio a Tripoli e Tobruk per incontrare Serraj e Haftar

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 20:30 in Italia Libia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, si è recato in Libia per incontrare i massimi vertici che guidano il Paese nordafricano.

Nello specifico, secondo quanto si apprende da ANSAmed, nel corso della sua visita il ministro degli Esteri ha avuto modo di incontrare il vicepresidente del consiglio presidenziale libico, Ahmed Maitig, al quale ha ribadito la posizione dell’Italia in merito al conflitto libico, il quale, a detta del ministro italiano, non può essere risolto con una soluzione militare. In programma, secondo quanto si apprende, vi è stato anche un colloquio telefonico con l’omologo libico di Di Maio, Mohammed Siala.

Nel corso della sua visita in Libia, Di Maio si confronterà con entrambe le fazioni alla guida del Paese nordafricano. Da un lato, il ministro degli Esteri italiano incontrerà il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e il ministro degli Interni del governo tripolino, Fathi Bashaga. Dall’altro, invece, è previsto anche un vertice con il generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, e con il capo del Parlamento libico di Tobruk, Aguila Saleh.

Stando a quanto rivelato da ANSAmed, il viaggio di Di Maio si pone quale nuova dimostrazione dell’attenzione posta dall’Italia sul dossier sulla Libia, più volte definito Paese di interesse strategico per Roma. In tale cornice, informa il quotidiano, i vertici tra Di Maio e i funzionari libici saranno incentrati principalmente su tre argomenti. Il primo fa riferimento agli ultimi sviluppi del conflitto libico, il quale si trova in una nuova fase di ostilità. Nello specifico, nelle ultime settimane, Haftar ha intensificato le proprie offensive sia via aerea sia via terra, nel quadro di una violenta campagna inaspritasi a partire dal 21 settembre, e che fa seguito a quella intrapresa il 4 aprile scorso, volta a prendere il controllo della capitale. Negli ultimi mesi, le linee di combattimento sono cambiate poco. Ciascuna parte ha continuato ad attaccarsi a vicenda, sia via terra sia via aerea e l’LNA non è riuscito a superare le mura di Tripoli.

Il secondo tema che verrà trattato riguarda la conferenza di Berlino. Tale conferenza era stata annunciata lo scorso 14 settembre, quando l’ambasciatore tedesco a Tripoli, Oliver Owcza, aveva dichiarato che il proprio Paese aveva intenzione di ospitare una conferenza sulla Libia, in coordinamento con le Nazioni Unite, per tentare di riportare la sicurezza e stabilizzare la produzione di petrolio nel Paese nordafricano, teatro di instabilità dal 2011. Al momento dell’annuncio, alcune fonti diplomatiche avevano rivelato che la conferenza era in programma, a Berlino, tra ottobre e novembre 2019. Tuttavia, secondo le ultime rivelazioni, la conferenza probabilmente avrà luogo ad inizio 2020.

Il terzo tema al centro dell’agenda della visita di Di Maio in Libia è invece il Memorandum d’intesa siglato con Tripoli nel 2017 e in scadenza nel febbraio 2020, con il quale l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare. In vista della scadenza del Memorandum, il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, aveva già riferito al Parlamento l’intenzione di rinnovare l’intesa, annunciando però che dovrà essere migliorata all’insegna del miglioramento delle condizioni dei centri di detenzione, dei migranti e dei richiedenti asilo. Tale miglioramento verrà effettuato in vista della graduale chiusura delle strutture già esistenti, le quali verranno sostituite con centri a gestione diretta delle Nazioni Unite.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. La Camera dei rappresentanti di Tobruk, presieduta da Saleh, era la camera libica internazionalmente riconosciuta al momento dell’accordo di Skhirat, che ha portato alla formazione del GNA. Da allora, tuttavia, la camera si è frammentata.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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