Johnson vuole la Brexit entro il 2020, ma l’UE è scettica

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 17:09 in Europa UK

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Il governo del primo ministro britannico, Boris Johnson, vuole proporre una legge che vieti di prolungare la transizione verso la Brexit oltre il 2020. Secondo l’Unione Europea ci vorrà più tempo per negoziare un accordo. 

L’intenzione sarebbe quella di rendere illegale qualsiasi nuova estensione. In tale caso, Johnson dovrebbe finalizzare un accordo commerciale con l’Unione Europea in 11 mesi. “Il nostro manifesto ha chiarito che non prolungheremo il periodo di transizione e il nuovo disegno di legge sull’accordo di uscita vieterà legalmente l’accettazione da parte del governo di qualsiasi estensione”, ha dichiarato un alto funzionario governativo, il 17 dicembre. “Rendere più probabile un’uscita senza accordo è estremamente sconsiderato”, ha commentato il deputato del partito laburista, David Lammy, con un post su Twitter. “In pochi giorni, Johnson dimostra che è pronto a giocare tranquillamente d’azzardo con quelli che hanno riposto la loro fiducia in lui solo la scorsa settimana”, si legge nel post. Tuttavia, le misure relative alla Brexit saranno sottoposte al Parlamento solo venerdì 20 dicembre, secondo quanto riferito dal portavoce di Johnson.

L’ampia maggioranza ottenuta dal partito di Johnson nelle elezioni generali del 13 dicembre ammonta a ben 80 seggi e fornisce al governo conservatore una grande flessibilità in ambito legislativo. Tuttavia, il principale negoziatore della Brexit presso l’Unione, Michel Barnier, ha avvertito il Regno Unito che 11 mesi potrebbero non essere sufficienti per concludere un accordo commerciale. La sterlina è scesa dello 0,7% a seguito di tali notizie. “Faremo in modo di concludere questo accordo in tempo”, ha dichiarato Michael Gove, uno dei ministri più anziani del governo di Johnson. Tuttavia, da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che non vede l’ora di proseguire la stretta collaborazione e la negoziazione di un “ambizioso” accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti. Se Londra e Bruxelles non riuscissero a trovare un accordo e il periodo di transizione non fosse prolungato, gli scambi tra Gran Bretagna e i Paesi europei sarebbero più onerosi per le imprese e seguirebbero le condizioni dettate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). 

L’Unione Europea, da parte sua, insiste sul fatto che non siglerà un accordo commerciale con un vicino economicamente potente senza solide disposizioni per garantire una concorrenza leale. Le richieste del blocco europeo si concentrano sugli standard ambientali e del lavoro, nonché sulle norme riguardanti gli aiuti di Stato alle imprese, per garantire che la Gran Bretagna non sia in grado di offrire prodotti sul mercato unico europeo a prezzi eccessivamente bassi. Inoltre, devono essere concordate regole precise per designare la provenienza dei prodotti e la relativa tassazione. “Sarà molto complicato”, ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il 13 dicembre, in una conferenza stampa presso l’Unione. Nella giornata del 17 dicembre, a Londra, è previsto il giuramento dei deputati della Camera dei Comuni. Giovedì 19 dicembre, la Regina aprirà formalmente i lavori del Parlamento e Johnson chiarirà le sue posizioni. Venerdì 20 dicembre, il suo governo porterà di fronte ai deputati britannici il nuovo accordo sulla Brexit. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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