Continuano le violenze in Afghanistan, USA ipotizzano riduzione truppe

Pubblicato il 17 dicembre 2019 alle 10:09 in Afghanistan USA e Canada

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Almeno 10 civili sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia orientale di Khost, la mattina del 17 dicembre. Mentre le violenze quotidiane scuotono il Paese, un senatore USA in visita a Kabul propone una riduzione delle truppe statunitensi. 

La notizia dell’esplosione della mina è stata riferita da Nasrat Rahimi, portavoce del Ministero degli Interni del governo afghano. Questa è avvenuta nel distretto di Alishir dopo che un veicolo civile ha colpito una mina collocata lungo la strada. Rahimi ha aggiunto che “3 bambini e 2 donne sono tra i morti”. Secondo il Ministero l’ordigno era stato posizionato dai talebani, che non hanno ancora commentato l’evento. Le violenze nel Paese sono quasi quotidiane, quest’ultimi morti arrivano il giorno dopo che 3 poliziotti erano stati uccisi in un attacco effettuato da un gruppo di uomini armati nella città di Herat. Il 13 dicembre, l’esplosione di un’altra mina lungo una strada nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan centrale, aveva causato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di altre 6. 

Questi assalti arrivano dopo che il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, è stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. 

In tale contesto, il senatore repubblicano, Lindsey Graham, si è recato a Kabul, dove ha tenuto una conferenza stampa, il 16 dicembre, in cui ha parlato di una possibile riduzione delle truppe nel 2020. Secondo il rappresentante, un adeguato numero di truppe si aggira intorno agli 8.600 soldati. “Credo che possiamo ridurre responsabilmente le nostre forze, se arriveremo a 8.600 sarà una buona decisione, non rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza nazionale statunitense, ma scendere al di sotto credo che necessiterebbe un cambiamento sostanziale, un accordo di pace che sia reale, che resista nel tempo”, ha affermato Graham.  Gli Stati Uniti hanno recentemente ridotto il numero di truppe in Afghanistan di 2.000 unità, potenzialmente diminuendo la propria influenza nei negoziati con i talebani. Oggi, nel Paese asiatico, sono presenti tra i 12.000 e i 13.000 soldati statunitensi ma le intenzioni di Trump sembrano essere quelle di volerne riportare il più possibile a casa chiedendo alla polizia e ai soldati afgani di rafforzare il proprio impegno militare e di provvedere in maniera più autonoma alla propria sicurezza.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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