Siria: l’esercito del regime si prepara ad una vasta operazione su Idlib

Pubblicato il 16 dicembre 2019 alle 12:45 in Medio Oriente Siria

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La Russia e le forze del regime siriano continuano a bombardare varie aree della zona rurale meridionale e orientale di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria. Parallelamente, l’esercito siriano sta mobilitando le proprie forze, in preparazione ad una nuova vasta operazione militare.

A riferirlo è il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il quale ha specificato che gli ultimi bombardamenti hanno avuto luogo nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre. In particolare, aerei da guerra russi hanno bombardato la municipalità di Abu Makka, nell’Est di Ma`arat al-Nu`man, città situata, a sua volta, nel Sud di Idlib, oltre ad alcuni villaggi nei pressi della medesima area. Diversi elicotteri hanno poi lanciato 8 barili esplosivi sull’asse di Kabina, nell’area rurale settentrionale di Latakia. Dal canto loro, le forze del regime hanno lanciato missili contro diverse zone a Sud e a Est di Idlib, in contemporanea a scontri via terra presso la periferia occidentale di Aleppo, che hanno visto membri dell’esercito siriano e suoi alleati scontrarsi con combattenti delle fazioni di ribelli.

Nel frattempo, l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che “una nuova operazione militare è all’orizzonte”. In particolare, nella mattina di lunedì 16 dicembre, diversi convogli militari sono giunti a Khan Shaykhun, nel Sud di Idlib, oltre a veicoli corazzati, carri armati e altri tipi di armamenti, accompagnati da soldati e ufficiali. Si prevede che il regime siriano si stia preparando ad una nuova operazione militare su vasta scala che interesserà la regione.

È stato altresì riportato che gli abitanti di Sinjar, nella zona rurale orientale del medesimo governatorato, sono stati invitati ad evacuare l’area. Il centro delle operazioni militari del regime, supervisionata e gestita da ufficiali russi, ha poi chiesto ai propri combattenti di tenersi pronti e di rimanere vigili soprattutto presso gli assi di combattimento orientali. A detta dell’Osservatorio, la nuova operazione potrebbe avere inizio nelle prossime ore o giorni.

Dal canto loro, di fronte ad uno scenario sempre più violento, attivisti e civili residenti a Idlib hanno chiesto alle forze di opposizione di esercitare pressioni sul loro garante turco, affinché si assuma le proprie responsabilità in merito agli accordi conclusi con la Russia e l’Iran, sia nel quadro dei colloqui di Astana, sia relativamente ad altri incontri e intese raggiunte a livello internazionale.

La provincia Nord-occidentale di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al regime del presidente siriano, Bashar al Assad, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Nella quarta zona di de-escalation, stabilita il 17 settembre 2018, la Turchia possiede 12 postazioni di osservazione militari, situati presso il governatorato di Idlib, presso l’area rurale settentrionale e Nord-orientale di Hama, e in parte presso alcune zone di Aleppo e Latakia. Le forze del regime, con il sostegno delle forze aeree russe, nel corso dell’offensiva lanciata nel mese di aprile 2019, hanno abbattuto buona parte dell’area rurale di Hama, sono riuscite ad avanzare verso Khan Shaykhoun e a prendere il controllo di numerosi villaggi nel Sud di Idlib.

Sebbene Mosca abbia annunciato una tregua, il 30 agosto, gli attacchi da parte delle forze del regime e quelle russe hanno continuato a colpire i villaggi e le città di Idlib quotidianamente. La Russia ha aumentato la frequenza dei suoi attacchi a sostegno delle forze del regime, riuscendo a prendere il controllo di cinque villaggi. In tale quadro, secondo quanto riportato da al-Araby al-Jadeed il 16 dicembre, un portavoce della presidenza russa, Dimitry Peskov, ha affermato di essere preoccupato in quanto Mosca e Damasco potrebbero non essere in grado di risolvere quella che ha definito “la continua minaccia terroristica” nella regione di Idlib. Secondo quanto riferito, sono ancora numerosi i gruppi di terroristi presenti in tale regione, ma Mosca si sta adoperando per liberare Idlib e garantire la sicurezza delle forze siriane e di quelle russe.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Gli 8 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Bashar al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione