Nigeria: scontro letale tra Boko Haram e un gruppo di pastori Fulani

Pubblicato il 16 dicembre 2019 alle 16:01 in Africa Nigeria

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I militanti di Boko Haram hanno attaccato un gruppo di allevatori di bestiame di etnia Fulani nel Nord-Est della Nigeria, uccidendo 19 persone.

La notizia è stata riferita il 16 dicembre dal quotidiano Africa News, che riporta le informazioni diffuse da alcune fonti locali. I pastori Fulani, innervositi a causa di una serie di attacchi armati contro il proprio bestiame, avrebbero confrontato apertamente i militanti di Boko Haram, scatenando un feroce scontro a fuoco fuori dal villaggio di Fuhe, vicino a Ngala nei pressi del confine con il Camerun. Secondo Umar Kachalla, leader di una milizia anti-jihadista civile, i corpi dei pastori uccisi sono stati consegnati alla polizia. I Fulani sono un’etnia nomade dell’Africa occidentale, dedita alla pastorizia e al commercio. Sono diffusi dalla Mauritania al Camerun e contano complessivamente fra i 6 e i 19 milioni di persone. 

Boko Haram, invece, è un’organizzazione terroristica islamista africana, che ha effettuato il suo primo attacco nel 2009. Da allora, il gruppo ha ucciso più di 30.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini africani ad abbandonare le proprie case. La rivolta islamista di Boko Haram, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere attualmente anche il Camerun, il Niger e il Ciad e causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i 4 Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Diversi civili sono stati altresì costretti ad arruolarsi tra le fila dell’organizzazione e a portare a termine attacchi e attentati suicidi. Secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa a inizio settembre, circa 22.000 nigeriani sono risultati dispersi durante la crisi.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale, gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. Il governo stanzia l’equivalente di quasi 80 milioni di dollari ogni trimestre per lo sforzo bellico contro Boko Haram, eppure i soldati nigeriani mancano di munizioni e cure mediche sufficienti, lasciando molti cittadini perplessi sul reale utilizzo dei fondi. All’inizio di quest’anno, a Rann, dove non c’è illuminazione dopo il tramonto, i soldati, stanchi di non avere a disposizione attrezzature adeguate per la visione notturna, hanno abbandonato i loro posti, riferiscono diversi operatori umanitari.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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