Kosovo: Germania accusa sospetto sostenitore dell’ISIS

Pubblicato il 16 dicembre 2019 alle 17:30 in Germania Kosovo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un cittadino del Kosovo è stato accusato da un tribunale della Germania di essere un sostenitore dello Stato Islamico.

È quanto rivelato, lunedì 16 dicembre, da The Associated Press, il quale ha altresì reso noto che il sospetto sostenitore dell’ISIS, Hasan B., è stato accusato di inviare denaro allo Stato Islamico in Siria e di condurre azioni di propaganda per l’organizzazione terroristica.

Nello specifico, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’individuo ha trasferito fondi a un combattente dell’ISIS in Siria con 11 transazioni differenti dal 2016 al 2017, inviando anche parte dei propri risparmi. In aggiunta, stando a quanto si apprende, Hasan B. ha trasferito denaro a un cittadino macedone nel 2015, al fine di aiutarlo a raggiungere la Siria per unirsi all’ISIS. Infine, per quanto riguarda la campagna di propaganda, gli inquirenti sostengono che Hasan B. abbia, nel 2015, creato un account Facebook per un membro dello Stato Islamico. Tale account, secondo quanto ricostruito, riceveva l’aiuto del cittadino kosovaro nella diffusione di contenuti sul web di propaganda per lo Stato Islamico.

L’individuo, rivela The Associated Press, era stato arrestato lo scorso mese di giugno, quando le autorità lo avevano sottoposto a detenzione preventiva. Successivamente, il 4 dicembre, il sospetto terrorista si era presentato dinanzi una corte di Amburgo, in Germania, dove ha ricevuto i capi d’accusa precedentemente menzionati.

Il Kosovo è il Paese più giovane d’Europa e ha una popolazione di meno di 2 milioni di abitanti. Eppure, nessun altro Paese europeo ha un numero così alto di persone pro capite che lasciano il Paese per unirsi allo Stato Islamico. Secondo le stime nazionali, sono circa 400 i foreign fighters che hanno lasciato il Kosovo per recarsi in Siria o in Iraq. Dal 2014, però, il Kosovo ha intrapreso diverse misure volte a contrastare tale fenomeno, le quali hanno portato, secondo quanto reso noto dal vertice nazionale del contrasto al terrorismo, Fatos Makolli, le autorità di Pristina ad arrestare oltre 150 sostenitori dell’ISIS e condannare oltre 80 terroristi.

Secondo quanto reso noto dal Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano, sono 403 i cittadini kosovari che si sono uniti all’ISIS o al Fronte di al-Nusrah. Del totale dei foreign fighters stimati, 74 sono ritenuti morti, 133 sono rientrati nel Paese, mentre 196 sono rimasti nelle zone di guerra. Tra i quasi 200 terroristi rimasti in vita presso le aree di conflitto, il Dipartimento di Stato americano stima che circa 40 siano bambini nati da cittadini kosovari, dopo che questi avevano abbandonato il proprio Paese. Il Kosovo, inoltre, fa parte della Coalizione Globale americana per la lotta all’ISIS.

A differenza della maggior parte dei Paesi europei, inoltre, lo scorso 20 aprile il Kosovo aveva deciso di rimpatriare con un’operazione segreta 110 cittadini che avevano lasciato il proprio Paese per unirsi allo Stato Islamico. Tra i foreign fighters rimpatriati vi erano 32 donne, 74 bambini e 4 uomini. L’operazione era avvenuta grazie al supporto delle forze armate statunitensi, le quali avevano reso possibile il rilascio degli ex membri dello Stato Islamico, detenuti in una prigione controllata da uno dei contingenti curdi delle Syrian Democratic Forces, sostenute dagli Stati Uniti.

In linea con il suo impegno nel contrasto al terrorismo, lo scorso 31 ottobre l’allora commissario europeo uscente per l’Immigrazione, gli Affari Interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, aveva firmato un accordo con il ministro degli Affari Interni del Kosovo, Ekrem Mustafa, in materia di contrasto al terrorismo, individuando 5 obiettivi. Il primo obiettivo è l’istituzione di un quadro robusto per la prevenzione e il contrasto al terrorismo e all’estremismo violento. Il secondo obiettivo è l’effettiva prevenzione e lotta all’estremismo violento. Il terzo obiettivo è lo scambio di informazioni e la cooperazione a livello operativo tra gli Stati della regione e le agenzie di settore. Il penultimo obiettivo è la creazione di un sistema di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento illecito al terrorismo. Infine, gli Stati della regione dovranno rafforzare la protezione dei cittadini e le infrastrutture, anche a livello cibernetico. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.