Colombia: ritrovata fossa comune con 50 vittime di esecuzioni extragiudiziali

Pubblicato il 16 dicembre 2019 alle 9:04 in America Latina Colombia

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Il ritrovamento di una fossa comune con oltre 50 presunte vittime di esecuzioni extragiudiziali dell’esercito ha scosso la Colombia e ravvivato il fantasma dei cosiddetti “falsi positivi”. La Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP), il tribunale incaricato di giudicare i crimini del conflitto armato che ha scosso il paese dal 1964 al 2016, ha riferito sabato di una riesumazione collettiva che è stata effettuata da lunedì scorso al cimitero di Las Mercedes nella città di Dabeiba, nel dipartimento di Antioquia (nord-ovest della Colombia). “Si presume che i resti di oltre 50 persone presentate illegalmente come vittime di combattimenti sarebbero stati trovati nel cimitero di Dabeiba” – ha reso noto la sezione della JEP che si occupa del caso e che per oltre quattro mesi ha indagato riguardo alle sparizioni di persone seguite da esecuzioni extragiudiziali in quel territorio.

La corte, nata dall’accordo di pace firmato tra il governo colombiano e la guerriglia delle FARC all’Avana nel novembre 2016, ha precisato che le vittime vivevano a Medellín, capitale di Antioquia, e avevano tra i 15 e i 56 anni e che è possibile che alcuni di loro erano “in una condizione di disabilità”. Come “falsi positivi” in Colombia è nota la pratica diffusa nell’esercito di uccidere civili arrestati o fermati e successivamente presentati come guerriglieri uccisi in combattimento con l’obiettivo di ottenere i benefici di carriera sotto forma di promozioni, decorazioni o permessi.

Le autorità hanno riesumato “sette corpi completi di presunte vittime di questi eventi”. “Inoltre – spiega il tribunale nel suo comunicato – ad oggi sono state recuperate numerose strutture e frammenti ossei di altre possibili vittime. La JEP ha indicato che questi eventi non erano mai stati indagati dai tribunali ordinari e che le indagini erano state avviate dopo un ex membro dell’esercito “ha dichiarato di essere a conoscenza di morti presentate illegalmente come vittime in combattimento dalle forze dell’ordine dello stato”.

Secondo un rapporto della Procura generale della Colombia pubblicato lo scorso maggio, ci sono state almeno 2.248 esecuzioni extragiudiziali tra il 1998 e il 2014, sebbene il 97% dei casi si sia verificato tra il 2002 e il 2008, tra il primo e il secondo mandato dell’allora presidente Álvaro Uribe. Secondo i calcoli delle diverse associazioni per la difesa dei diritti umani, il numero di esecuzioni è più elevato e ammonterebbe ad almeno 4.000 persone. I familiari di alcune vittime chiedono che la JEP chiami a deporre sia Uribe sia il suo successore, il premio Nobel per la pace 2016 Juan Manuel Santos.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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