La Turchia intercetta una nave israeliana a largo di Cipro

Pubblicato il 15 dicembre 2019 alle 14:20 in Israele Turchia

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Le forze navali turche hanno intercettato una nave israeliana nelle acque cipriote e l’hanno scortata fuori dall’area, un evento che contribuisce ad aumentare la tensione riguardante le esplorazioni nella regione.

La nave, Bat Galim, dell’istituto di ricerca oceanografica israeliano stava conducendo analisi nelle acque territoriali di Cipro in coordinamento con i funzionari ciprioti, secondo quanto riferito dai media israeliani. Tale dettaglio era stato fornito, sabato 14 dicembre, dal Ministero delle Infrastrutture, dell’Energia e dell’Acqua di Israele. Le navi turche hanno contattato la nave, hanno chiesto una spiegazione riguardo alle loro attività e quindi hanno sottolineato la necessità che questa lasciasse l’area. La Bat Galim ha effettuato quanto richiesto. 

Tale evento arriva a seguito della firma tra Turchia e Libia di un accordo, sottoscritto il 27 novembre, che ha delineato un confine nella parte orientale del Mar Mediterraneo, che taglia quello che la Grecia considera il territorio marittimo delle proprie isole. In tale questione, per Atene, è in gioco la prospettiva redditizia delle risorse naturali presenti nell’area, che è ricca di idrocarburi. Grecia e Turchia non hanno delimitato le loro zone economiche esclusive (ZEE), entro le quali ai Paesi è consentito sfruttare il sottosuolo. Cipro, Israele ed Egitto, che hanno delineato le loro ZEE, hanno scoperto giacimenti di gas offshore che possono alimentare le loro economie per decenni.

La questione dei diritti di esplorazione nell’area rappresenta un ulteriore motivo di discussione tra Turchia e Cipro, nel Mediterraneo orientale. Ankara non riconosce Cipro come uno Stato e si oppone fermamente alle attività di esplorazione di quest’ultimo. Inoltre, per la Turchia, le aree della zona marittima a largo di Cipro, dove si verificano le operazioni di trivellazione, rientrano nella piena giurisdizione turca o dei turco-ciprioti, i quali hanno instaurato un proprio Stato nel Nord dell’isola e sono riconosciuti solo dalla Turchia. Dall’altro lato, per Cipro sono gli Stati che si trovano nell’Est del Mediterraneo a godere dei diritti economici esclusivi su tali acque. La Turchia è già soggetta alle sanzioni dell’Unione europea per le navi alla ricerca di petrolio e gas al largo di Cipro, che non è riconosciuto dalla Turchia.

In tale quadro si inserisce poi l’Egitto, il cui obiettivo è divenire un polo strategico per il commercio di gas naturale nella regione, utilizzando un gasdotto della Mediterranean Gas Company, di proprietà di imprenditori egiziani ed israeliani, in grado di trasportare gas da Cipro e Israele verso l’Europa. La stessa strategia è stata ideata altresì dalla Turchia, la quale mira a trasportare gas proveniente dall’Azerbaijan e dalla Russia verso l’Europa, passando per il Mar Nero e la Turchia, per mezzo di un gasdotto che, a detta di Erdogan, sarà messo in funzione nel mese di gennaio 2020.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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