Afghanistan: talebani infiltrati attaccano l’esercito

Pubblicato il 15 dicembre 2019 alle 17:16 in Afghanistan Asia

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Almeno 9 membri dell’esercito afghano sono stati uccisi in un attacco effettuato da un gruppo di infiltrati talebani nel distretto di Qarabagh nella provincia centrale di Ghazni. 

La notizia è stata riferita il 14 dicembre dal quotidiano Tolo News, che cita una fonte non meglio specificata e sottolinea che i morti sarebbero 23. Al momento, un portavoce del Ministero della Difesa, Fawad Aman, ha affermato che sono 9 i membri dell’esercito la cui morte è stata confermata a seguito dell’attacco. L’assalto è avvenuto nel villaggio di Marawar, nel distretto di Qarabagh, ed è stato condotto da 7  aggressori, secondo la fonte del quotidiano afghano. Gli aggressori hanno “preso le armi dei soldati e si sono uniti ai talebani”, ha aggiunto la fonte.

L’ultima violenza in Afghanistan si è verificata proprio nella provincia di Ghazni, dove l’esplosione di una bomba collocata lungo una strada ha causato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di altre 6, il 13 dicembre. Il portavoce della presidenza afghana, Sediq Sediqqi, ha confermato il numero di vittime e ha aggiunto che queste erano tutti civili che viaggiavano lungo la strada in cui era stato situato l’ordigno. Sediqqi ha affermato che il gruppo militante islamista dei talebani era responsabile dell’attacco. Alcuni testimoni oculari, citati dal quotidiano locale Tolo News, avevano riferito che il veicolo stava viaggiando dalla provincia di Daikundi a Ghazni e che tra i morti c’erano 4 bambini. 

Tale assalti arrivanodopo che l’ultimo round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, iniziato il 7 dicembre, è stato sospeso a seguito dell’attacco dell’11 dicembre contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti nell’assalto. La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Il 12 dicembre, un portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato che i colloqui erano stati momentaneamente sospesi. 

L’inviato speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha scritto in un post su Twitter lo stesso 12 dicembre: “Quando ho incontrato i talebani oggi, ho espresso indignazione per l’attacco a Bagram, che ha ucciso 2 persone e ferito dozzine di civili. I talebani devono dimostrare di essere disposti e risoluti nel portare la pace in Afghanistan”. “Stiamo facendo una breve pausa affinché possano consultare i loro dirigenti su questo argomento essenziale”, ha aggiunto. Secondo alcune fonti, i 5 giorni di discussioni tra talebani e Stati Uniti si sono concentrati sui seguenti tre temi: riduzione della violenza, cessate il fuoco e negoziati intra-afgani.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva già cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland, l’8 settembre. Annunciando la cancellazione di tali discussioni Trump aveva citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, erano state uccise. Inoltre, gli Stati Uniti hanno recentemente ridotto il numero di truppe in Afghanistan di 2.000 unità, potenzialmente diminuendo la propria influenza nei negoziati con i talebani. Oggi, nel Paese asiatico, sono presenti tra i 12.000 e i 13.000 soldati statunitensi ma le intenzioni di Trump sembrano essere quelle di volerne riportare il più possibile a casa chiedendo alla polizia e ai soldati afgani di rafforzare il proprio impegno militare e di provvedere da soli alla propria sicurezza.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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