Turchia minaccia ritorsioni in caso di sanzioni

Pubblicato il 14 dicembre 2019 alle 20:36 in Turchia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha ripetuto che la Turchia risponderà a eventuali sanzioni degli Stati Uniti per l’acquisto da parte di Ankara di un sistema di difesa missilistico russo.

Parlando ad una conferenza nella capitale del Qatar, Doha, Cavusoglu ha dichiarato che la Turchia non annullerà il suo accordo con la Russia sul sistema missilistico S-400 “qualunque ne siano le conseguenze”. “Le sanzioni e il linguaggio minaccioso non funzionano mai. Ma se verranno applicate sanzioni, la Turchia dovrà rispondere”, ha dichiarato Cavusoglu al Forum di Doha, una conferenza di due giorni. Tali dichiarazioni arrivano dopo che il Senato degli Stati Uniti ha approvato un decreto per imporre sanzioni contro la Turchia per aver acquistato il sistema S-400 e per la sua recente operazione militare nel Nord della Siria. Il voto, che è stato immediatamente condannato dalla Turchia, è stato visto come l’ultima mossa per spingere il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a portare avanti una linea più dura contro Ankara.

L’operazione militare turca nel Nord-Est della Siria, nota con il nome di Operazione “Fonte di pace”, è stata lanciata il 9 ottobre. L’attacco è arrivato dopo un giorno che le truppe statunitensi si erano ritirate dall’area, dando il via libera all’offensiva turca. Dopo oltre una settimana di combattimenti e numerose vittime, gli Stati Uniti hanno finalizzato un accordo con la Turchia per un cessate il fuoco temporaneo, il 17 ottobre. Tuttavia, i combattimenti sono continuati in alcune città. Il 22 ottobre, in fine, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin hanno raggiunto un’intesa a Sochi, nel Sud della Russia. Le due parti hanno concordato sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. 

Erdogan e Trump si erano incontrati alla Casa Bianca, nella giornata di mercoledì 13 novembre, per discutere della questione in Siria e delle possibili sanzioni contro Ankara per via del suo acquisto dei sistemi difensivi russi, che, a detta di Washington, rappresentano una seria minaccia alla sicurezza della NATO. Tali sistemi, infatti, non sarebbero compatibili con i jet caccia F-35 degli Stati Uniti, prodotti dalla Lockheed Martin. Durante tale incontro, Trump ha esortato Erdogan ad abbandonare l’acquisto del sistema missilistico S-400. Ankara ha risposto non intende incrinare le sue relazioni con Mosca e ha ribadito la volontà del suo Paese di dotarsi anche dei sistemi difensivi americani Patriot, in aggiunta a quelli russi.

Nella giornata di venerdì 15 novembre, un alto consigliere presidenziale turco ha riferito che i funzionari americani e quelli turchi hanno iniziato a collaborare in un progetto congiunto volto a stimare l’effettivo impatto che gli S-400 possono avere sugli F-35. Nonostante le minacce di sanzioni, allo stato attuale gli Stati Uniti non hanno ancora punito la Turchia per il suo acquisto dalla Russia. Ankara, da parte sua, ha iniziato a ricevere gli S-400 da Mosca nel mese di luglio 2019.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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