Somalia: nuovo attentato terroristico di Al-Shabaab vicino la capitale

Pubblicato il 14 dicembre 2019 alle 6:22 in Africa Somalia

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Un nuovo attacco terroristico è stato compiuto in Somalia da Al-Shabaab. Solo un giorno dopo l’attentato contro un albergo della capitale, i militanti sono tornati a diffondere il terrore, prendendo di mira una base militare nel Nord di Mogadiscio. 5 persone sono rimaste uccise e 2 sono state ferite nello scontro avvenuto precisamente nella base di Hilweyne, durante la serata di mercoledì 11 dicembre. Fonti internazionali, tuttavia, hanno riferito dell’attacco solo venerdì 13 dicembre, specificando che dei 5 morti, 4 sono civili e uno è un ufficiale militare. Gli aggressori hanno bruciato 2 veicoli durante l’offensiva ma non hanno portato via nessun equipaggiamento militare durante la fuga.

Martedì 10 dicembre, un attentato di Al-Shabaab a Mogadiscio aveva preso di mira l’albergo della nota catena SYL e provocato uno scontro con le forze di sicurezza al termine del quale erano rimasti uccisi 3 civili, 2 soldati e tutti e 5 i terroristi. L’hotel, che si trova vicino al palazzo presidenziale, ha assicurato che riprenderà presto la sua attività. È la quarta volta dal 2015, tuttavia, che la struttura viene coinvolta in attacchi terroristici.

I terroristi somali di al Shabaab restano la minaccia più grave per la stabilità del Paese e di tutta la regione. I militanti sono soliti compiere attentati contro soldati, anche stranieri, in particolare americani, e altri obiettivi militari, ma non mancano attacchi perpetrati nei confronti di civili o del personale delle missioni internazionali, tra cui l’AMISOM, istituita dall’Unione Africana. La forza di peacekeeping è stata stabilita il 19 gennaio 2007 con un mandato iniziale di 6 mesi, successivamente prolungato nel corso degli anni. I Paesi che ne fanno parte sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese, decisione che era stata approvata dal Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione Africana. Tuttavia, il susseguirsi degli attacchi di al Shabaab, la corruzione e le lotte intestine all’interno dei ranghi militari somali preoccupano la comunità internazionale, gettando alcuni dubbi sul fatto che l’esercito nazionale sia pronto ad assumere indipendentemente il comando della gestione della sicurezza nel Paese del Corno d’Africa.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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