Corea del Nord annuncia un altro “test cruciale”

Pubblicato il 14 dicembre 2019 alle 8:57 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha annunciato  di aver eseguito con successo un altro “test cruciale” dalla  propria base di lancio di missili a lungo raggio.

Questo ultimo test rafforzerebbe ulteriormente il “deterrente nucleare strategico” del Paese. L’annuncio arriva il 14 dicembre, mentre Pyongyang continua a fare pressioni sull’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, chiedendo di mostrare un cambiamento di atteggiamento da parte di Washington, entro la fine del 2019, per salvare le negoziazioni sul nucleare. 

L’Accademia della scienza della difesa della Corea del Nord non ha specificato cosa sia stato testato, ma è noto che il lancio è stato effettuato il 13 dicembre. La Corea del Nord aveva già dichiarato di aver condotto un “test molto importante” da tale base, l’8 dicembre. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, alcuni analisti avevano ipotizzato che il test riguardasse un nuovo motore per un veicolo di lancio spaziale o un missile balistico intercontinentale. L’annuncio della Corea del Nord suggerisce un aumento delle attività militari, per provocare gli Stati Uniti, in caso Washington decida di non fare concessioni nei negoziati sul nucleare, momentaneamente in stallo. 

In tale contesto, gli Stati Uniti hanno avvertito la Corea del Nord che i test di missili balistici sono “profondamente controproducenti” per il Paese e rischiano di minare i colloqui. L’ambasciatrice statunitense presso l’ONU, Kelly Craft, ha rilasciato tali dichiarazioni durante la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell’11 dicembre. “I test missilistici e nucleari non daranno maggiore sicurezza alla Repubblica Democratica Popolare di Corea”, ha affermato la Craft, riferendosi alla Corea del Nord con il suo nome ufficiale. “Confidiamo nel fatto che il Paese prende la decisione coraggiosa di impegnarsi con noi”, ha continuato.

La Corea del Nord ha effettuato 13 lanci di missili balistici da maggio ad oggi. Accennando la possibilità di incorrere in ulteriori sanzioni, la Craft ha dichiarato: “Se gli eventi dimostrano il contrario, noi, questo Consiglio di Sicurezza, dobbiamo essere tutti pronti ad agire di conseguenza”. La Corea del Nord non è intervenuta durante l’incontro, ma la Cina, un alleato chiave di Pyongyang, ha invitato i due Paesi a lavorare insieme per evitare l’escalation delle tensioni e per continuare con i progressi fatti negli ultimi due anni. “Cogliete la meritata opportunità”, ha affermato l’ambasciatore cinese, Zhang Jun. “Il Consiglio di Sicurezza deve rivedere le sanzioni per alleviare le sofferenze del popolo nordcoreano e creare un ambiente fruttuoso per il dialogo”, ha continuato Zhang. Anche l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, è intervenuto e ha criticato la diplomazia degli Stati Uniti, dicendo: “Non puoi raggiungere un accordo se non proponi nulla in cambio”.

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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