Abdelmadjid Tebboune è il nuovo presidente dell’Algeria

Pubblicato il 14 dicembre 2019 alle 10:26 in Africa Algeria

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L’ex primo ministro, Abdelmadjid Tebboune, è il nuovo presidente dell’Algeria, a seguito delle elezioni del 12 dicembre. Tuttavia, i risultati delle votazioni sono fortemente contestati dal movimento di protesta del Paese.

Secondo i risultati ufficiali, Tebboune ha vinto con il 58,15 % dei voti. Tuttavia, solo poco più del 41% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne. Il nuovo presidente, di 74 anni, ha alle spalle una carriera politica lunga quattro decenni, durante la quale ha ricoperto diverse posizioni ufficiali, tra cui la carica di primo ministro, sotto l’amministrazione dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika. Quest’ultimo è stato costretto a dimettersi il 2 aprile, a causa delle stesse proteste che hanno chiesto a gran voce le nuove elezioni. Il suo incarico di primo ministro, iniziato a maggio 2017, si è interrotto bruscamente dopo meno di 4 mesi, a causa del suo presunto tentativo di presentarsi come successore di Bouteflika, durante un incontro con il premier francese, Edouard Philippe, a Parigi. 

L’elezione di Tebboune giunge in un momento critico per l’Algeria, che è stata sconvolta da 9 mesi di proteste a livello nazionale. Queste sono iniziate il 22 febbraio, per contrastare la volontà dell’ex presidente Bouteflika di estendere ulteriormente il proprio governo, durato 20 anni. Le richieste degli algerini includono soprattutto le dimissioni di tutti i “simboli” legati all’ex presidente e il rinnovo dell’élite politica al potere. Anche in seguito alla caduta dell’ex capo di Stato, le proteste sono continuate e i manifestanti si sono riuniti regolarmente nelle piazze per contestare la presa di potere da parte delle forze armate, capeggiate da Ahmed Gaid Salah, generale dell’esercito ritenuto vicino a Bouteflika.

In tale contesto, l’elezione di Tebboune non è accettabile per le piazze algerine. Il neo eletto presidente sarebbe a sua volta vicino al generale Salah, anche se negli ultimi mesi ha cercato di prendere le distanze da quella che ha definito la “banda” di Bouteflika. Questo atteggiamento gli è valso la lode da parte di alcuni algerini. Nei suoi primi commenti pubblici dopo la vittoria, Tebboune ha affermato che “tenderà una mano” al movimento di protesta “per un dialogo, per costruire una nuova Algeria”. Parlando a una conferenza stampa, ha anche affermato che avvierà “consultazioni” sull’elaborazione di una nuova Costituzione che verrà sottoposta agli elettori in un referendum e ha anche promesso di introdurre riforme per ridurre le spese per le importazioni.

Nonostante le promesse, migliaia di manifestanti sono scesi di nuovo in piazza, venerdì 13 dicembre, respingendo il risultato di un’elezione che hanno denunciato come una “buffonata”, a causa dei legami di tutti e 5 i candidati con la vecchia presidenza. I leader delle proteste, da parte loro, hanno ribadito le proprie richieste. Nel frattempo, alcuni video pubblicati sui social media mostrano i manifestanti algerini che sniffano farina per le strade, un’allusione all’arresto di uno dei figli di Tebboune, coinvolto in un caso di spaccio di cocaina insieme ad altri alti funzionari. Dall’altra parte, i sostenitori di Tebboune affermano che la detenzione preventiva del figlio del presidente eletto è una ragione sufficiente per credere nel suo impegno per l’indipendenza della magistratura.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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