Yemen: Houthi attaccano un villaggio, continuano le violazioni a Hodeidah

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 11:56 in Medio Oriente Yemen

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Gruppi di ribelli sciiti Houthi hanno attaccato per il secondo giorno consecutivo, il 12 dicembre, il villaggio di Al-Msakerah, situato nel governatorato di Dhamar, nell’area centrale dello Yemen.

L’attacco, secondo quanto riferito da fonti locali, è stato condotto impiegando diversi tipi di armi ed un grave assedio ha fatto seguito a scontri violenti con le tribù locali. A detta delle medesime fonti, il bilancio delle vittime include almeno un cittadino locale ed il ferimento di tre donne e bambini, provocate da bombardamenti indiscriminati e dal conseguente incendio di tre abitazioni. Inoltre, altri 120 abitanti del villaggio, tra cui numerosi bambini, sono stati fatti prigionieri e portati in una delle carceri del distretto.

Gli scontri tra la tribù di al-Msakerah e i ribelli Houthi sono scaturiti dalla volontà di questi ultimi di ricercare soldati affiliati al Ministero della Difesa, che, a detta dei ribelli, sarebbero stati precedentemente rapiti dagli abitanti del villaggio, sin dal 2014.

Parallelamente, i ribelli sciiti continuano a violare la tregua imposta sul governatorato occidentale di Hodeidah e, nello specifico, nel distretto di At Tuhayta, dove, l’11 dicembre, hanno condotto un attacco che ha visto l’impiego di artiglieria pesante e colpi di mortaio. Scontri hanno poi interessato anche Hays, dove sono state le milizie delle forze congiunte, filo-saudite e del governo centrale yemenita, ad entrare in gioco. Questi hanno causato la morte di 7 combattenti tra le file dei ribelli, secondo quanto confermato da fonti mediche locali.

L’Onu ha iniziato, il 19 ottobre scorso, a istituire posti di blocco a Hodeidah per il controllo e il monitoraggio dell’area, con il fine ultimo di porre una tregua. Dal canto loro, i ribelli sciiti hanno, però, continuato a condurre attacchi, violando gli accordi precedentemente stabiliti. Uno degli ultimi episodi risale al 17 novembre scorso.

Hodeidah rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese, a seguito della guerra civile scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Nel quadro degli ultimi giorni è altresì da inserire un attacco sferrato dall’esercito yemenita, in collaborazione con le forze della coalizione internazionale, il 13 dicembre, nel governatorato settentrionale di al-Jawf. Anche in questo caso, il bersaglio è stato costituito da gruppi di ribelli e le violente battaglie hanno portato al controllo, da parte dell’esercito centrale, dell’area montuosa di Qash’ān e a gravi perdite, sia in termini materiali sia di vite umane, per gli Houthi.

Stando all’ultimo rapporto di un’organizzazione yemenita, la “Rete yemenita per i diritti e le libertà”, pubblicato il 10 dicembre, in occasione della giornata internazionale per i diritti umani, i ribelli sciiti Houthi sono responsabili di 98.628 violazioni contro civili, perpetrati in 18 governatorati yemeniti diversi dal 21 settembre 2014 al 30 ottobre 2019. Tra le vittime, 618 donne e 974 bambini.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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