Polonia: lotta tra esecutivo e giudiziario

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 18:30 in Europa Polonia

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Il governo della Polonia ha elaborato una misura finalizzata a imporre forti restrizioni ai giudici, i quali, a detta del nuovo esecutivo, rappresentano “una casta” che deve essere disciplinata, perché troppo politicizzata.

È quanto rivelato, venerdì 13 dicembre, da The Associated Press, il quale ha altresì sottolineato che la misura del governo polacco è stata duramente contrastata dall’opinione pubblica, la quale la accusa di essere troppo repressiva e contraria ai valori dell’Unione Europea.

La proposta di legge, spiega il quotidiano, era stata presentata in Parlamento lo scorso 12 dicembre e si pone quale ultimo tentativo del partito populista di governo, Diritto e Giustizia, per esercitare qualche forma di controllo sulla magistratura polacca.

Secondo quanto riportato, la legge prevede l’imposizione di misure disciplinari contro i giudici che criticano la riforma del sistema giudiziario che il partito di governo intende avviare. Ad esempio, uno degli articoli di tale legge renderebbe i giudici ammissibili alle dimissioni in caso di esame delle credenziali di un ex giurista, in linea con una sentenza della Corte europea della Giustizia.

L’ufficio stampa del Parlamento polacco ha nel frattempo annunciato di non sapere se la proposta di legge verrà dibattuta o messa direttamente ai voti. Da parte sua, il presidente polacco, Andrzej Duda, ha espresso il proprio sostegno nei confronti della legge, la quale non riceverà il veto presidenziale.

A sostegno della legge, anche il capo della commissione parlamentare giustizia, Ryszard Terlecki, membro del partito di governo, il quale ha evidenziato come la proposta del governo risulta in linea con quanto già realizzato da altri Paesi, tra cui la Francia.

Alcuni critici però, principalmente esperti di diritti umani e studiosi di legge, hanno duramente criticato la misura proposta dal governo, paragonandola alle leggi marziali.

Stando a quanto ricostruito dal quotidiano, la proposta di legge giunge in seguito allo scontento che i giudici polacchi hanno manifestato in merito alla nuova riforma giudiziaria proposta dall’esecutivo. Alcuni giudici, riporta The Associated Press, erano anche scesi in piazza a protestare.

In risposta, il governo ha presentato questa nuova misura, la quale costringerebbe anche i giudici a dichiarare i nomi delle associazioni di cui fanno parte e tutti i nickname utilizzati nei vari social network.

Come provvedimenti disciplinari, ai giudici può essere rimosso il diritto di esercitare la propria professione, o imposto il trasferimento o il pagamento di sanzioni economiche.

Il governo polacco è guidato da Mateusz Morawiecki, al suo secondo mandato, giunto al potere dopo aver vinto le elezioni dello scorso 13 ottobre.

Nello specifico, nell’ultima tornata di elezioni politiche in Polonia, il partito di Morawiecki, “Diritto e Giustizia”, di schieramento di centro-destra, ha totalizzato il 43.59% dei consensi degli elettori, attribuendosi 235 seggi in Parlamento su un totale di 460. La seconda classificata, una coalizione civica formata da Piattaforma Civica, Moderno, Iniziativa Polacca, Partito Verde, Socialdemocrazia di Polonia e Libertà e Uguaglianza, ha totalizzato il 27.4% delle preferenze, attribuendosi 134 seggi in Parlamento. Il 12,56% è invece stato raggiunto dalla coalizione di sinistra, l’Alleanza della Sinistra Democratica, la quale ha totalizzato un numero di 49 seggi parlamentari.

Con tali risultati, il partito conservatore, ovvero il partito di maggioranza rappresentato dal premier e dal suo governo, si trova in una posizione privilegiata per approvare la sua agenda politica.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione