Libia: scontri nel Sud di Tripoli, Haftar controlla lo spazio aereo

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 9:01 in Africa Libia

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Violenti scontri si sono verificati, nella giornata del 12 dicembre, nel Sud della capitale libica Tripoli tra le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar, e quelle del governo tripolino.

A riferirlo, il 13 dicembre, il corrispondente del quotidiano arabo al-Arabiya, il quale ha specificato che gli scontri hanno interessato, in particolare, la strada al-Mutibat, una delle maggiori strade della capitale. La notizia giunge in concomitanza con le parole del portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, il quale ha dichiarato, all’alba del 13 dicembre, che le proprie forze hanno assunto il controllo dello spazio aereo della capitale, oltre che dell’artiglieria “del nemico”, dopo aver condotto operazioni mirate a colpire le forze di Tripoli. “L’invito a deporre le armi del comandante Khalifa Haftar, rivolto alle milizie, è l’ultimo” ha altresì affermato al-Mismari, che ha poi affermato che la battaglia annunciata è appena iniziata e le forze del governo tripolino, altresì noto come governo di Accordo Nazionale, sono eterogenee e, pertanto, non saranno in grado di resistere ai propri avversari nelle singole fasi dell’operazione.

Parallelamente, il comandate posto a controllo dell’asse di Salah al-Din, Muhammad al-Qalaw, ha confermato che le due fazioni si sono scontrate nel Sud della capitale, il 12 dicembre, e, in particolare, all’incrocio tra via al-Nahr e al-Swihali. Al-Qalaw ha inoltre specificato che le forze tripoline hanno colpito un veicolo di provenienza emiratina, come affermato altresì dal comandante della sala operativa dell’operazione Vulcano di Rabbia, Ahmed Abushamma. Quest’ultimo ha dichiarato che gruppi delle forze di Haftar sono state colpite sull’asse di Yarmouk, dove sono stati distrutti alcuni veicoli armati, con a bordo sei combattenti dell’LNA.

Haftar, dal canto suo, per la quarta volta in nove mesi, ha affermato che è giunto il momento di liberare Tripoli da “traditori e terroristi”, dichiarando altresì di aver ordinato ai propri uomini di avanzare verso la capitale e che l’operazione militare non terminerà fino a quando non verranno smantellate le “milizie armate”.

Altre fonti hanno rivelato che il governo di Accordo Nazionale e, in particolare, il suo presidente, Fayez al-Sarraj, è attualmente protetto da elementi “multinazionali” oltre che dalle forze turche, che agiscono dall’interno di Tripoli. È stato altresì riferito che lo spazio aereo è stato chiuso per impedire l’ingresso di aerei turchi e per impedire ai membri di qualsiasi milizia armata di fuggire dalla Libia. Inoltre, informazioni dell’intelligence hanno rivelato che al-Sarraj e membri del suo governo stanno progettando di fuggire se l’esercito di Haftar continuerà la propria operazione e riuscirà ad entrare a Tripoli.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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