India: anche gli studenti protestano contro il CAB

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 17:29 in Asia India

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Migliaia di studenti universitari sono scesi in piazza nella capitale indiana per manifestare contro il “Citizenship Amendment Bill” (CAB), una controversa legge che garantisce la cittadinanza agli immigrati irregolari di numerose minoranze, escludendo i musulmani. 

Gli studenti hanno cominciato a manifestare, venerdì 13 dicembre, all’università “Jamia Millia Islamia”, cantando slogan contro il governo mentre si dirigevano in marcia verso il Parlamento, situato a circa 12 km di distanza. La polizia ha bloccato la strada principale per impedirgli il passaggio, ma alcuni manifestanti hanno scavalcato le barricate mentre altri hanno lanciato pietre contro gli agenti. La polizia ha risposto utilizzando gas lacrimogeni e manganelli per disperdere la folla. Dozzine di studenti sono stati arrestati, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni. “La manifestazione è stata organizzata dalla Jamia Teachers Association ed è stata pensata per essere una protesta pacifica. Mentre gli studenti hanno iniziato a marciare fuori dal campus in modo pacifico, la polizia ha cominciato con le cariche e i gas lacrimogeni”, ha dichiarato lo studente Nadeem Ahmad. “L’università si è trasformata in una zona di guerra”, ha aggiunto. Rukaya Tehreem, uno studente di giurisprudenza, ha dichiarato che la legge sulla cittadinanza è “incostituzionale” e “discrimina i musulmani”. “Oggi protestiamo perché tutto questo riguarda il nostro futuro. Riguarda il futuro dell’India come Paese laico”, ha aggiunto. Proteste simili sono state organizzate da vari gruppi musulmani e della società civile dopo le preghiere del venerdì, in altre parti del Paese.

Il CAB garantisce la cittadinanza alle “minoranze perseguitate” di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, ma esclude i cittadini di fede musulmana. I leader delle proteste temono che questo incoraggerà gli indù del Bangladesh a stabilirsi nella regione, modificandone in maniera sostanziale gli equilibri. Nello Stato di Assam, l’opposizione al disegno di legge è stata tra le più forti del Paese. L’area, infatti, è interessata da una forte presenza di immigrati irregolari, che verranno ora inseriti nella società. Numerosi movimenti contro tale presenza erano sorti nell’ultimo decennio. Il governo ha affermato che la nuova legge verrà applicata a seguito della redazione di un registro della cittadinanza. I rifugiati o immigrati musulmani non hanno diritto ad essere iscritti in tale lista e rischiano di essere espulsi e di diventare apolidi. I membri di altre fedi, elencate nella nuova legge, al contrario, hanno un percorso privilegiato verso la cittadinanza.

In tale contesto, un ulteriore problema è rappresentato dalla confusione relativa al censimento in India. L’aggiornamento del Registro Nazionale dei Cittadini (NRC) indiano è stato effettuato nel 2017, per la prima volta, in quasi 70 anni. Tale sforzo faceva parte di una campagna mirata ad identificare gli immigrati irregolari. Proprio nello Stato di Assam, nel 2019, circa 4 milioni di persone non erano state incluse nella bozza finale del Registro Nazionale dei Cittadini. La bozza della sua ultima versione era stata pubblicata dalle autorità indiane, il 30 luglio. Secondo il documento, presentato dal Registrar General of India (RGI), su un totale di 32.9 milioni di abitanti dello Stato orientale dell’India, solo 28.9 milioni avrebbero la cittadinanza. “Nessun vero cittadino indiano deve preoccuparsi perché ci saranno ampie opportunità di inserire i propri nomi nella lista finale”, aveva dichiarato il cancelliere generale dell’India, Shailesh. L’elenco definitivo dovrebbe essere annunciato prima della fine del 2019. Nella prima bozza, datata 31 dicembre 2017, solo 19 milioni di persone erano state confermate cittadini legalmente riconosciuti dallo Stato. 

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Maria Grazia Rutigliano  

di Redazione

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