Cina condanna l’ingerenza USA su Hong Kong e Uiguri

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 12:18 in Cina USA e Canada

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno gravemente danneggiato la fiducia reciproca tra i due Paesi, criticando Pechino su questioni come la crisi a Hong Kong e il trattamento della minoranza Uiguri nello Xinjiang. 

“Tale comportamento è quasi paranoico ed è davvero raro negli scambi internazionali, ma sta danneggiando seriamente le fondamenta della fiducia reciproca tra Cina e Stati Uniti, indebolendo gravemente la credibilità internazionale degli Stati Uniti”, ha affermato Wang. Il ministro degli Esteri cinese ha poi aggiunto che ci sono problematiche profonde che devono essere affrontate e risolte tra le due parti, questioni che stanno ponendo sfide sempre più gravi al futuro delle relazioni tra i due Paesi. Wang ha rilasciato tali dichiarazioni parlando a un incontro annuale a Pechino sugli affari internazionali e la diplomazia cinese. 

Le tensioni su questioni come le proteste di Hong Kong e il trattamento della minoranza musulmana degli Uiguri si sono intensificate negli ultimi mesi, proprio mentre i Paesi stanno cercando di elaborare un accordo per porre fine alla guerra commerciale, che va avanti dal 23 marzo 2018. A tale proposito, una soluzione della situazione a breve termine sembra improbabile. Wang ha dichiarato che la Cina “combatterà risolutamente contro le forze esterne che interferiscono negli affari di Hong Kong” e “taglierà le mani nere” a sostegno della rivolta nella città. Il ministro ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno sfruttato varie occasioni per diffamare il sistema cinese, il percorso di sviluppo e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa con altri Paesi e hanno accusato la Cina di tutti i tipi di crimini ingiustificati.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha proposto, il 3 dicembre, un disegno di legge che richiede all’amministrazione del presidente USA, Donald Trump, di rafforzare la propria risposta alla crisi degli Uiguri in Xinjiang. La misura prende il nome di “Uighur Act 2019” e deve ancora essere approvata dal Congresso prima di essere inviata a Trump. La Casa Bianca non ha ancora riferito se, in caso di esito positivo in Camera e Senato, Trump ha intenzione di sottoscrivere la norma o porre il veto. La legge prevede che il presidente degli Stati Uniti condanni gli abusi contro i musulmani in Cina e richieda la chiusura dei campi nella regione dell’estremo occidente del PaeseIl disegno di legge per gli Uiguri è arrivato poco dopo l’approvazione del “Hong Kong Human Rights and Democracy Act”. Tale misura è stata sottoscritta da Trump il 27 novembre e richiede al Dipartimento di Stato USA di certificare, almeno una volta l’anno, che Hong Kong abbia un livello sufficiente di autonomia e prevede sanzioni contro i funzionari responsabili delle violazioni dei diritti umani. Anche questa decisione aveva fatto infuriare la Cina. 

Al momento dell’approvazione del disegno di legge in Senato, il quotidiano cinese di Stato, “People’s Daily”, aveva descritto la misura come “un pezzo di carta straccia” e l’aveva definita una “grave provocazione contro l’intero popolo cinese” in un editoriale, pubblicato il 21 novembre. Il giorno dopo l’approvazione alla Camera della proposta di legge sugli Uiguri, la reazione cinese è stata altrettanto forte. “Questa decisione è vista come una serie continua di attacchi mirati non tanto a liberare nessuno né a tutelare i diritti umani, ma a esercitare pressioni sulla Cina in merito ai negoziati commerciali”, ha dichiarato ad Al Jazeera l’analista politico di Pechino e il consigliere del governo, Einar Tangen. “Se guardi sotto queste misure, se guardi al fatto che sono misure bi-partisan, sembra che l’unica cosa su cui i polici di Washington possano essere d’accordo sia che la Cina è, in qualche modo, un impero malvagio”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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