Boris Johnson e i Conservatori vincono con una maggioranza schiacciante

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 9:20 in Europa UK

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Il primo ministro inglese, Boris Johnson, e il partito conservatore hanno ottenuto una maggioranza schiacciante di seggi nel Parlamento britannico, con una straordinaria vittoria che apre la strada all’uscita del Paese dall’Unione europea all’inizio del 2020. 

Secondo gli ultimi risultati disponibili, il 13 dicembre, i conservatori hanno ottenuto 364 seggi alla Camera dei Comuni, contro 203 per il Partito Laburista. Questo darebbe ai conservatori una maggioranza di 75 seggi, la più ampia dai tempi di Margaret Thatcher, nel 1987. Mentre i risultati arrivavano dai singoli distretti, si delineava una radicale riconfigurazione della mappa politica della Gran Bretagna. Il Partito conservatore ha conquistato dozzine di seggi laburisti nel Nord industriale e nelle Midlands, il centro del Paese. Questo cambiamento ha mandato in frantumi il cosiddetto “muro rosso” che ha sorretto il Partito laburista per generazioni. 

Boris Johnson ha pronunciato il suo discorso ufficiale di vittoria a Londra, la mattina del 13 dicembre, affermando che il partito conservatore “ce l’aveva fatta”. Johnson ha poi aggiunto che le elezioni hanno posto fine alla minaccia di un secondo referendum e ha affermato che il Regno Unito lascerà l’Unione europea entro il 31 gennaio 2020. “Senza se e senza ma”, ha aggiunto Johnson. Per il premier, il cui breve mandato è stato segnato da una serie di sconfitte in Parlamento, è stata una rivendicazione clamorosa. Il premier è ora sicuro di guidare la Gran Bretagna verso la sua più importante transizione dalla Seconda Guerra Mondiale: l’uscita dall’Unione Europea. Londra è passata da una crisi all’altra dopo il referendum sulla Brexit del 2016, ma queste elezioni sembrabno aver fornito un raro momento di chiarezza. “È una vittoria straordinaria”, ha dichiarato Tony Travers, professore di politica alla London School of Economics. “Boris Johnson ora ha 5 anni di potere. La Brexit ci sarà. I laburisti affrontano domande esistenziali sul proprio futuro, ancora una volta”, ha aggiunto. 

Quando le notizie sulla vittoria dei conservatori sono iniziate a circolare, la sterlina è cresciuta rispetto al dollaro e all’euro, riflettendo il sollievo di un risultato certo e di una stabilizzazione della situazione politica in Gran Bretagna. I sondaggi pre-elettorali vedevano Johnson in testa, ma i Conservatori non prevedevano di guadagnare una maggioranza così ampia. Un tale risultato da parte del partito laburista di Jeremy Corbyn potrebbe portare alle sue dimissioni. I risultati hanno mostrato che il panorama politico britannico aveva subito enormi spostamenti rispetto alla composizione del Parlamento, confermando che la scommessa di Johnson di andare alle elezioni fosse buona. Tuttavia, i risultati alle elezioni mostrano una Gran Bretagna ancora profondamente divisa sulla Brexit, con il 43% del Paese a favore di un’uscita, mentre il resto ha votato partiti con posizioni opposte. 

Il Regno Unito aveva già assunto l’impegno di lasciare l’UE entro il 31 ottobre 2019, rinegoziando l’accordo precedentemente raggiunto tra Buxelles e l’ex premier, Theresa May. Tutte le proposte di accordo per uscire dall’Unione erano state respinte dal Parlamento britannico. L’altra opzione rimasta era quella di uscire senza aver concordato un accordo di recesso. In questo caso, però, si sarebbe costituito un illecito, a causa del Benn Act, la legge attualmente in vigore che prevede, in caso di mancato raggiungimento di un accordo con Bruxelles, l’estensione dei termini per la Brexit al 31 gennaio, vietando di fatto l’uscita dall’UE senza un accordo di recesso. Cosa succederà dopo il 31 gennaio, tuttavia, non è ancora chiaro. 

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Maria Grazia Rutigliano  

 

 

di Redazione

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