Balcani, Francia: “Non siamo contrari all’allargamento dell’UE”

Pubblicato il 13 dicembre 2019 alle 16:46 in Balcani Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Difesa della Francia, Florence Parly, si è recata in visita ufficiale a Belgrado, dove ha rivelato che il proprio Paese non è contrario all’allargamento dell’Unione Europea.

È quanto reso noto, venerdì 13 dicembre, dall’agenzia stampa serba, Tanjug, la quale ha altresì aggiunto che, secondo il ministro francese, il freno posto ad Albania e Macedonia del Nord non avrà impatti sul percorso di integrazione nell’UE intrapreso dalla Serbia.

Tali parole risultano in contrapposizione con quanto deciso da Parigi lo scorso 18 ottobre, quando il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

In visita di Stato in Serbia, tuttavia, Parly ha dichiarato di ritenere che la regione balcanica occidentale debba far parte dell’Unione Europea, al fine di tenere lontane l’interferenza negativa degli Stati terzi.

Nello specifico, Parly fa riferimento alla preoccupazione espressa dai leader europei in merito all’incremento dell’influenza di Russia e Cina nella regione, le quali possono voler sfruttare il vuoto lasciato da Bruxelles.

In tale clima, per procedere con il percorso di integrazione nel blocco comunitario, il ministro francese ha sottolineato l’importanza di innalzare il livello di fiducia reciproca tra gli Stati Membri e i Paesi della regione. Ciò, ha rivelato Parly, può partire in primo luogo dalla collaborazione nel settore della difesa.

In linea con ciò, rivela il Telegraf, Francia e Serbia hanno annunciato l’avvio di una forte collaborazione nell’ambito militare. Nello specifico, Francia e Belgrado hanno deciso di avviare un programma di cooperazione nell’addestramento dei militari e di tenere esercitazioni congiunte.

Nel corso del vertice con Parly, inoltre, Vucic ha dichiarato che il suo Paese non si è unito alla campagna di ostruzionismo nei confronti di Macron. Anzi, al contrario, la Serbia intende innalzare il livello di cooperazione bilaterale con la Francia, pur sempre mantenendo valido il principio di neutralità militare adottato da Belgrado nel 2015.

Poco dopo il suo veto in sede di Consiglio Europeo, ovvero il 12 novembre, il presidente della Francia, Emmanuel Macron, aveva organizzato un incontro con il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, e kosovaro, Hashim Thaci. L’intenzione di Macron di fare da mediatore tra Kosovo e Serbia era già emersa lo scorso 27 settembre, quando aveva dichiarato di avere “un piano” su come prendere parte al dialogo teso a normalizzare le relazioni tra Kosovo e Serbia, il cui dialogo è in stallo da circa un anno, ovvero da dopo che il Kosovo aveva imposto dazi sui beni importati dalla Serbia in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol.

Nel frattempo, l’Unione Europea, secondo le indiscrezioni rivelate dall’agenzia serba Tanjug, sta pensando di nominare un proprio inviato speciale per i Balcani occidentali. Tale scelta dipende, stando alle rivelazioni del quotidiano serbo, dall’intenzione di Bruxelles di contenere l’influenza nella regione degli Stati Uniti, i quali hanno già nominato due inviati speciali.

In linea con ciò, il nuovo Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, in carica dallo scorso 1 dicembre, ha dichiarato, lo scorso 11 dicembre, che il raggiungimento di un accordo tra Pristina e Belgrado rappresenta una priorità del proprio mandato. Il tutto, ha dichiarato Borrell, nell’ottica dell’integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Unione Europea.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.