Siria: nuovi scontri a Idlib, 26 morti in 24 ore

Pubblicato il 12 dicembre 2019 alle 12:19 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nuovi scontri hanno interessato il governatorato di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, nelle prime ore di giovedì 12 dicembre.

A darne notizia, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il quale ha riferito che gruppi di ribelli, coadiuvati dalle forze di Hayat Tahrir al-Sham, si sono scontrati con le forze del regime siriano presso l’area rurale Sud-orientale di Idlib. Ciò è avvenuto a seguito di un attacco sferrato dell’esercito del regime, con l’obiettivo di riprendere il controllo di un battaglione perso nel corso degli scontri del giorno precedente, l’11 dicembre.

Decine di missili sono stati lanciati contro gli assi di combattimento e numerose sono le vittime documentate dall’Osservatorio, tra le file di entrambe le fazioni. Nello specifico, almeno 7 persone sono state uccise tra le forze del regime e quelle ad esse affiliate, mentre, dal lato opposto, sono morti altri 4 membri tra i ribelli. Al bilancio, si aggiungono i 15 morti causati negli scontri dell’11 dicembre, che includono combattenti di entrambe le parti.

Parallelamente, l’Osservatorio ha altresì riferito che, stando a fonti locali, nella sera dell’11 dicembre, un gruppo di uomini armati sconosciuti ha attaccato un posto di blocco delle forze del regime, situato nella periferia di Damasco. Non sono state riportate vittime ma sono aumentati i controlli nell’area. Si tratta del primo attacco di tale tipo dallo sfollamento dei ribelli stanziati nella periferia di Damasco, verso il Nord della Siria.

La provincia Nord-occidentale di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al regime del presidente siriano, Bashar al Assad, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Gli 8 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Bashar al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Hayat Tahrir Al-Sham (HTS) è un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto nella guerra civile siriana. Mentre l’ISIS ha perso terreno nei principali centri urbani siriani, il movimento è riuscito a impadronirsi di vaste porzioni di territorio nel Nord-Ovest del Paese, in particolare nel governatorato di Idlib. Nonostante lo Stato Islamico e Hayat Tahrir Al-Sham siano accomunati dall’ideologia salafita, i due gruppi sono in lotta tra loro, e si sono scontrati più volte da quando l’ISIS ha perso gran parte dei territori sotto il suo controllo.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.