Il Senato USA valuta le sanzioni contro la Turchia

Pubblicato il 12 dicembre 2019 alle 16:47 in Turchia USA e Canada

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Una commissione del Senato degli Stati Uniti porterà al voto un disegno di legge che prevede di imporre sanzioni contro la Turchia per la sua offensiva in Siria Nord-orientale e per l’acquisto del sistema missilistico S-400 dalla Russia. Ankara, da parte sua, ha condannato tale decisione. 

La Commissione per le Relazioni Estere del Senato, guidato dai repubblicani, con 18 voti a favore e 4 contrari, ha fatto passare “L’Atto per Promuovere la Sicurezza Nazionale Americana e Prevenire la Rinascita dell’ISIS del 2019”. “Ora è il momento per il Senato di riunirsi e cogliere l’occasione per influenzare il comportamento della Turchia”, ha affermato il senatore Jim Risch, presidente repubblicano del panel, supporter principale del progetto, insieme al senatore Bob Menendez, il massimo esponente dei democratici nel panel.  

Da parte sua, il Ministero degli Esteri turco ha descritto le ultime iniziative al Congresso come “una nuova manifestazione di mancanza di rispetto per le nostre decisioni sulla nostra sicurezza nazionale”. “Queste iniziative non hanno altra funzione se non quella di danneggiare le relazioni turco-americane”, si legge in una nota, che invita il Congresso ad agire con buon senso. “Resta inteso che i membri del Congresso hanno chiuso gli occhi e le orecchie alla verità”, ha dichiarato poi il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. 

L’operazione militare turca nel Nord-Est della Siria, nota con il nome di Operazione “Fonte di pace”, è stata lanciata il 9 ottobre. L’attacco è arrivato dopo un giorno che le truppe statunitensi si erano ritirate dall’area, dando il via libera all’offensiva turca. Dopo oltre una settimana di combattimenti e numerose vittime, gli Stati Uniti hanno finalizzato un accordo con la Turchia per un cessate il fuoco temporaneo, il 17 ottobre. Tuttavia, i combattimenti sono continuati in alcune città. Il 22 ottobre, in fine, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin hanno raggiunto un’intesa a Sochi, nel Sud della Russia. Le due parti hanno concordato sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. 

Erdogan e Trump si erano incontrati alla Casa Bianca, nella giornata di mercoledì 13 novembre, per discutere della questione in Siria e delle possibili sanzioni contro Ankara per via del suo acquisto dei sistemi difensivi russi, che, a detta di Washington, rappresentano una seria minaccia alla sicurezza della NATO. Tali sistemi, infatti, non sarebbero compatibili con i jet caccia F-35 degli Stati Uniti, prodotti dalla Lockheed Martin. Durante tale incontro, Trump ha esortato Erdogan ad abbandonare l’acquisto del sistema missilistico S-400. Ankara ha risposto non intende incrinare le sue relazioni con Mosca e ha ribadito la volontà del suo Paese di dotarsi anche dei sistemi difensivi americani Patriot, in aggiunta a quelli russi.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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