Offensiva di Kabul contro i talebani: 12 morti

Pubblicato il 12 dicembre 2019 alle 17:43 in Afghanistan Asia

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Almeno 12 talebani, incluso il loro comandante sono stati uccisi  nella provincia Nord-orientale di Badakhshan, in un’operazione lanciata dal governo afghano la notte dell’11 dicembre. 

Il comandante dei talebani era noto come Qari Samiullah e la notizia della sua morte è stata riferita dal Ministero della Difesa di Kabul. I rappresentanti del governo hanno poi aggiunto che altri 7 militanti sono rimasti feriti. L’attacco aereo ha avuto luogo nel distretto di Nusai e ha preso di mira un “centro di reclutamento talebano”, secondo la dichiarazione del Ministero della Difesa. “In questo attacco, alcune armi e veicoli dei talebani sono stati distrutti”, si legge nel testo. Non sono stati riferiti ulteriori dettagli e, per il momento, i talebani non hanno commentato l’operazione. 

L’offensiva arriva lo stesso giorno in cui un attentato suicida dei talebani aveva colpito una struttura medica in costruzione vicino alla base militare degli Stati Uniti a Bagram, a Nord di Kabul. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam del distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono rimasti feriti, stando alle stime del quotidiano locale Tolonews. La struttura medica in costruzione è stata gravemente danneggiata, secondo quanto ha riferito in una nota la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan. Le recenti violenze stanno mettendo in dubbio la possibilità di raggiungere un accordo per la pace nel Paese. 

Il rappresentante USA in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, aveva negoziato un accordo tra Stati Uniti e talebani, a settembre 2019, che avrebbe dovuto prevedere il ritiro delle truppe americane. Tuttavia, i colloqui a tale riguardo sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. Inoltre, gli Stati Uniti hanno recentemente ridotto il numero di truppe in Afghanistan di 2.000 unità, potenzialmente diminuendo la propria influenza nei negoziati con i talebani. Oggi, nel Paese asiatico, sono presenti tra i 12.000 e i 13.000 soldati statunitensi ma le intenzioni di Trump sembrano essere quelle di volerli riportare tutti a casa chiedendo alla polizia e ai soldati afgani di rafforzare il proprio impegno militare e di provvedere da soli alla propria sicurezza.

Il 7 dicembre, sono stati ripresi i primi colloqui ufficiali tra Khalilzad e i talebani, che si svolgono nella capitale del Qatar, DohaAnche durante lo stallo, il rappresentante USA aveva comunque intrapreso vari viaggi diplomatici nei Paesi interessati dalle trattative per la pace, incluso il Pakistan. Di recente, l’inviato statunitense aveva anche favorito la mediazione in uno scambio di ostaggi in cui erano coinvolti i talebani, convincendoli a rilasciare un accademico statunitense e uno australiano, che erano stati sequestrati e tenuti prigionieri per tre 3 anni. In cambio, 3 leader del gruppo militante erano stati liberati. Il tutto ha avuto luogo il 19 novembre. Nonostante questi possano essere considerati passi positivi, i colloqui sono ancora ad una fase iniziale e le diffuse violenze nel Paese, con attacchi letali quasi quotidiani, non suggeriscono che la pace sia ancora vicina. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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