La politica estera dell’Argentina di Alberto Fernández

Pubblicato il 12 dicembre 2019 alle 6:30 in America Latina Argentina

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Nel suo discorso d’insediamento Alberto Fernández, neopresidente dell’Argentina, ha elencato le priorità del paese in politica estera.

“L’ Argentina non deve essere isolata e deve essere integrata nella globalizzazione, ma deve farlo in modo intelligente, preservando la produzione e il lavoro nazionali” – ha affermato. “Vogliamo una diplomazia commerciale dinamica politicamente innovativa. Pertanto, in relazione alle relazioni internazionale, lanceremo un’integrazione plurale e globale. Plurale, perché l’Argentina è una terra di amicizia e relazioni mature con tutti i paesi. Globale, perché tale integrazione è con il mondo ma anche con il mondo locale. Un’Argentina inserita nella globalizzazione ma con radici nei nostri interessi nazionali. Né più né meno di ciò che fanno tutti i paesi sviluppati che promuovono il benessere dei loro abitanti” – ha spiegato Fernández.

Il capo dello stato ha fatto riferimento al ruolo del paese nel Mercosur annunciando: “Rafforzeremo il Mercosur e l’integrazione regionale in seguito al processo avviato nel 1983 e potenziato dal 2003”, ribadendo la necessità di buone relazioni con i vicini, indipendentemente dall’ideologia di chi li governa.

Fernández ha poi citato le complicate relazioni con Brasilia: “Mi riferisco in particolare al rapporto con la Repubblica federativa del Brasile, dobbiamo costruire un’agenda ambiziosa, innovativa e creativa nel ettore tecnologico, produttivo e strategico che è supportato dalla fratellanza storica dei nostri popoli, che va oltre ogni differenza personale di coloro che governano in questa congiuntura. Onoreremo gli impegni, andremo avanti insieme nella costruzione del futuro del progresso condiviso. Continuiamo a scommettere su un’America Latina unita per inserirci con successo e dignità nel mondo”. Con queste parole Fernández intende porre termine alle polemiche con l’omologo brasiliano Bolsonaro iniziate già prima della sua elezione alla guida dell’Argentina.

Nel suo intervento sulla politica estera non manca un riferimento alle Isole Falkland-Malvine. “Riaffermiamo il nostro più forte impegno a rispettare la clausola transitoria 1 della Costituzione nazionale e lavoreremo instancabilmente per rafforzare la rivendicazione legittima e imprescrivibile della sovranità sulle Isole Malvine, la Georgia del Sud e le Isole Sandwich australi e sui corrispondenti spazi marittimi e insulari” – ha dichiarato Fernández. “Lo faremo sapendo che i popoli dell’America Latina e del mondo sono con noi. Siamo convinti che l’unica strada possibile sia quella della pace e della diplomazia. Onoreremo il ricordo di coloro che sono caduti nella lotta per la sovranità. Lavoreremo per la risoluzione pacifica della controversia e sulla base del dialogo proposto dalla risoluzione 2065 delle Nazioni Unite” – ha affermato, prima di concludere: “Non c’è più spazio per la colonizzazione nel XXI secolo”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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