Italia: 32 indagati per traffico di droga e armi dall’Albania

Pubblicato il 12 dicembre 2019 alle 20:30 in Albania Italia

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Le autorità dell’Italia hanno individuato una rete di trafficanti di droga e armi clandestine provenienti dall’Albania.

È quanto rivelato dal Ministero della Giustizia, giovedì 12 dicembre, il quale ha altresì specificato che al termine delle indagini, 20 persone risultano destinatarie di ordinanze di custodia cautelari.

I 20 destinatari di custodia cautelare risultano perlopiù residenti in Italia, a Bari. Di queste, essere già state prelevate dalle autorità sono in 6, di cui uno è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Risultano dunque ricercati, stando a quanto si apprende, un italiano, per il quale il Gip ha disposto la detenzione in carcere, e 2 albanesi, destinatari di arresti domiciliari.

Le indagini, rivela il Ministero, sono durate per circa due anni, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (DDA), la quale, nel frattempo, ha sequestrato, secondo quanto si apprende, tonnellate di stupefacenti, perlopiù marijuana, e di armi, principalmente pistole e fucili mitragliatori.

Nello specifico, per quanto riguarda la droga, questa, rivelano gli inquirenti, veniva acquistata in Albania dai grossisti a un prezzo di 800 euro al chilo. Successivamente, veniva trasportata via mare dall’Albania all’Italia, dove veniva sotterrata in Puglia, per poi essere spostata in Toscana, dove veniva rivenduta fino a 4.500 euro al chilo.

L’Albania, sostiene il Daily Mail, era un tempo nota per essere un crocevia del traffico di marijuana, ma stando alle ultime investigazioni, il Paese è ora maggiormente coinvolto nel traffico di eroina e cocaina, le quali sono destinate ai Paesi dell’Europa occidentale.

Per quanto riguarda l’Italia, la relazione del 2019 della Direzione Antidroga del Ministero dell’Interno facente riferimento ai dati dell’anno precedente rivela che nel 2018 Roma ha sequestrato volumi di stupefacenti per un ammontare complessivo che si è rivelato il più alto dal 1985 ad oggi, con la sola eccezione del 2014. Nello specifico, risultano in crescita gli scambi di eroina e droghe sintetiche, oltre che di piante di cannabis e di hashish. In diminuzione, invece, sono stati i sequestri di cocaina e marijuana. In particolare, per quanto riguarda l’eroina, il Ministero dell’Interno rivela che nel 2018 è stato effettuato un sequestro record di 268 chilogrammi di tale sostanza, occultata in un container giunto nel Porto di Genova.

In calo, secondo i dati diffusi dal Ministero, anche i sequestri effettuati a partire dal 2017 nei pressi della rotta dell’Adriatico. In tale anno, e più nello specifico nel mese di novembre, il ministro dell’Interno albanese, Fatmir Xhafaj, aveva incontrato il suo omologo italiano, Marco Minniti, in occasione della conferenza bilaterale sulla lotta al narcotraffico in Albania. Nel corso della sua visita in Albania, Minniti aveva firmato un accordo per rafforzare la cooperazione con il ministro albanese sui temi del terrorismo, del traffico di esseri umani e di stupefacenti. Secondo quanto reso noto, uno dei principali obiettivi di Xhafaj era l’abolizione della coltura della cannabis nel Paese. In tale ambito, l’Albania riceve l’aiuto della Guardia di Finanza italiana che effettua sorvoli sul suolo albanese per individuare le piantagioni di marijuana.

Le ultime operazioni contro il narcotraffico della rotta dell’Adriatico erano avvenute tra il 9 e il 10 dicembre, quando oltre 50 trafficanti di droga italiani e albanesi erano stati al centro di tre operazioni della Guardia di Finanza e dei Carabinieri italiani, in collaborazione con la Polizia dell’Albania. In totale, erano stati sequestrati oltre 350 chili di stupefacenti.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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