Somalia: attentato di Al-Shabaab contro albergo di Mogadiscio

Pubblicato il 11 dicembre 2019 alle 17:38 in Africa Somalia

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Le forze di sicurezza somale hanno ucciso 5 militanti di Al-Shabaab dopo un attentato da questi condotto contro un hotel della capitale, Mogadiscio, nella serata di martedì 10 dicembre. I terroristi hanno cominciato ad aprire il fuoco verso le 7, ora locale, e gli scontri sarebbero terminati all’alba del giorno dopo. Nell’attacco sono rimasti uccisi anche 3 civili e 2 soldati, ha riferito il Commissario generale della polizia, Zakia Hussein, in una nota. L’albergo colpito appartiene alla nota catena SYL e si trova vicino al Palazzo presidenziale. Oltre ai 5 morti, 11 persone sarebbero rimaste ferite. Di queste, 9 sono civili e 2 sono soldati.

Gli agenti di sicurezza avrebbero inizialmente confuso i militanti per dei colleghi della polizia, finché non sono iniziati gli spari e i lanci di granate. “Pensavamo fossero della polizia ma, quando si sono avvicinati, hanno cominciato a lanciare granate e a sparare contro di noi quindi abbiamo risposto al fuoco davanti ai cancelli dell’hotel”, ha dichiarato un ufficiale di sicurezza all’agenzia di stampa Reuters. “Gli agenti hanno salvato 82 persone tra civili e militari”, ha sottolineato il vicecommissario di polizia, Zakia Hussen.

Abdi-Aziz Abu Mus’ab, il portavoce militare di Al-Shabaab, ha confermato che dietro l’attentato di martedì ci sono alcuni militanti dell’organizzazione. L’albergo viene spesso frequentato da politici e funzionari governativi.

I terroristi somali di al Shabaab restano la minaccia più grave per la stabilità del Paese e di tutta la regione. I militanti sono soliti compiere attentati contro soldati, anche stranieri, in particolare americani, e altri obiettivi militari, ma non mancano attacchi perpetrati nei confronti di civili o del personale delle missioni internazionali, tra cui l’AMISOM, istituita dall’Unione Africana. La forza di peacekeeping è stata stabilita il 19 gennaio 2007 con un mandato iniziale di 6 mesi, successivamente prolungato nel corso degli anni. I Paesi che ne fanno parte sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese, decisione che era stata approvata dal Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione Africana. Tuttavia, il susseguirsi degli attacchi di al Shabaab, la corruzione e le lotte intestine all’interno dei ranghi militari somali preoccupano la comunità internazionale, gettando alcuni dubbi sul fatto che l’esercito nazionale sia pronto ad assumere indipendentemente il comando della gestione della sicurezza nel Paese del Corno d’Africa.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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