Polonia: sventato attentato di matrice jihadista

Pubblicato il 11 dicembre 2019 alle 18:30 in Polonia Ucraina

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I servizi segreti della Polonia hanno arrestato un cittadino ucraino convertito all’Islam, accusato di pianificare un attentato terroristico nel Paese.

È quanto rivelato dal portale di notizie in inglese dell’emittente televisiva polacca, Poland In, il quale ha altresì aggiunto che il sospetto terrorista, Maxim S., aveva pianificato un attentato contro il centro commerciale di Pulawi, nell’Est della Polonia.

Stando a quanto reso noto dal portavoce dei servizi segreti della Polonia, Stanislaw Zaryn, le indagini erano state condotte dall’intelligence polacca, la ABW, la quale aveva prelevato il sospetto lo scorso 4 dicembre.

Secondo le rivelazioni della portavoce della procura di Stato, il sospetto terrorista è un cittadino ucraino, il quale viveva in Polonia da circa due mesi. La sua condotta, in base a quanto emerso dalle indagini, aveva fatto sospettare alle autorità la preparazione di un ordigno esplosivo, probabilmente un’auto-bomba, il quale avrebbe messo a rischio la vita di un numero elevato di persone e che avrebbe potuto far saltare in aria numerosi edifici. In aggiunta, il sospetto terrorista riceveva armi e finanziamenti sospetti.

Secondo gli inquirenti, Maxim S. era in contatto con altri individui radicalizzati e la sua conversione all’islam era avvenuta recentemente, nelle scorse settimane, quando aveva cambiato il suo nome in Muhamat. La ABW riporta che l’individuo, nel corso della sua permanenza a Varsavia, aveva familiarizzato con altri immigrati, i quali professavano una versione radicale dell’Islam. In particolare, secondo quanto si apprende, Maxim era in stretto contatto con le comunità cecene e tagiche.

L’accusa di pianificazione di attentato terroristico può comportare l’inflizione di una condanna a 5 anni di reclusione. In attesa del processo, secondo quanto deciso dalla corte preliminare, l’individuo dovrà rimanere in custodia cautelare per i prossimi 3 mesi.

La Polonia è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Polonia ha registrato un indice di 0.477, rientrando tra i Paesi a basso impatto del terrorismo. Tale risultato ha rappresentato un miglioramento delle condizioni di sicurezza rispetto all’anno precedente, quando Varsavia aveva totalizzato un indice di 0.0.719.

Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo è l’Agenzia di intelligence nazionale, in polacco la Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (ABW), la quale identifica, interpreta e condivide informazioni in merito alle principali minacce alla sicurezza polacca. Stando a quanto si apprende, la ABW ha adottato otto priorità per il proprio mandato. La prima è il contrasto allo spionaggio da parte di Stati terzi sul territorio polacco. La seconda è la lotta al terrorismo. In terzo luogo, la ABW mira a contrastare i crimini commessi in violazione del segreto di stato. Il quarto obiettivo dell’agenzia di intelligence è la lotta ai crimini commessi in violazione della sicurezza dello Stato. La quinta priorità è invece rappresentata dal contrasto ai crimini commessi in violazione dell’economia nazionale. Successivamente, la ABW mira a contrastare la corruzione dei pubblici ufficiali. La penultima priorità è invece rappresentata dal contrasto dalla produzione o dal commercio di merci, anche tecnologiche, di rilevanza strategica per la sicurezza dello Stato. Infine, è compito della ABW contrastare la produzione, il possesso e il contrabbando di armi. L’attuale direttore dell’agenzia è Piotr Pogonowski.

Per quanto riguarda la lotta all’estremismo violento, la Polonia è membro della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS, guidata dagli Stati Uniti.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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